Giustizia: prima la riforma, poi il processo breve Alfano: "Non vogliamo sia elemento di rottura"

Due vertici questa mattina per fare il punto sulla riforma della giustizia. Il premier chiede che il provvedimento sul processo breve non sia calendarizzato in Aula. Ok della Lega, contraria all'immunità. La settimana prossima ci sarà Cdm straordinario

Roma - Per Silvio Berlusconi, la riforma della giustizia viene prima del processo breve. Lo si capisce dalla richiesta, arrivata questa mattina, di non inserire nel calendario del Parlamento la discussione sul secondo tema, anche in vista dei processi milanesi (Mediatrade, Mediaset e Mills) che il premier dovrà affrontare a fine mese. Il processo breve, secondo il ministro Alfano, infatti, potrebbe diventare "un elemento di rottura mentre stiamo lavorando alla riforma costituzionale"

Due vertici in mattinata Per fare il punto e discutere della riforma, stamattina Berlusconi ha incontrato a Palazzo Grazioli i capigruppo di Pdl e Lega, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano e i suoi legali Niccolò Ghedini e Piero Longo. Poco prima il premier aveva riunito il Comitato dei Ministri a Palazzo Chigi. Il vicecapogruppo Pdl alla Camera Massimo Corsaro, ha però spiegato che al centro degli incontri non c'è stato solo il tema della giustizia, ma si è "discusso del calendario dei lavori e dei vari provvedimenti in agenda, anche della riforma della giustizia", mentre non si è parlato della strategia difensiva di Berlusconi nel "processo Ruby".

La Lega dice sì al processo breve Anche Umberto Bossi è con Berlusconi sul processo breve, "ma siamo contrari all'immunità". Il leader del Carroccio chiarisce la posizione del suo partito e precisa: "La gente pensa che Berlusconi sia un pò perseguitato, e per lui sarebbe d’accordo sull'immunità. Ma su tutti i parlamentari no...". L'immunità, in ogni caso, non dovrebbe rientrare nella riforma di cui si è parlato stamattina.

Cdm straordinario Già la settimana prossima un Consiglio dei Ministri straordinario potrebbe varare la riforma costituzionale della giustizia che prevede separazione delle carriere dei magistrati, doppio Csm, inappellabilità delle sentenze di proscioglimento ma anche polizia giudiziaria più autonoma dai pubblici ministeri, sono stati invece i temi sul tappeto. Starà ora al ministro Alfano, che nello scorso Cdm ha tenuto sul punto una relazione approvata all’unanimità, mettere a punto un nuovo testo, che raccolga i frutti del confronto di stamane. Non è escluso che nei prossimi giorni si tengano nuove riunione politiche.