Gol della Rai: Champions e i mondiali 2010

Nel pacchetto di Viale Mazzini anche la Coppa del Mondo del 2014

Marcello Di Dio

da Roma

La giornata del riscatto della Rai. Nella battaglia dei diritti tv l’emittente di Stato segna due punti, di cui uno pesantissimo, a suo favore. L’acquisizione dei diritti in chiaro della Champions League dal 2006 al 2009 era ormai certa, mancava solo l’ufficialità, arrivata ieri. Ma il colpo a sorpresa è stato piazzato in serata: la Rai avrà i Mondiali 2010 sia in chiaro che in pay, con la possibilità di cedere a terzi una parte del «pacchetto», e un’opzione su quelli del 2014. Decisivo il rilancio (175 milioni di euro) dopo l’offerta iniziale di 165 milioni, che era quella inizialmente richiesta dalla Fifa.
Un «doppio e non scontato» successo, lo definisce il presidente facente funzione Curzi, che già nel corso della giornata aveva fatto capire che le trattative con la federazione calcistica mondiale erano ben avviate. «La firma del contratto premia la tenacia e la forte unità del lavoro del nuovo Cda - continua Curzi -. Sul tema centrale di un recupero della capacità di concorrenza dell’azienda rispetto ai co-protagonisti del mercato della comunicazione, siamo riusciti nell’occasione ad invertire la rotta, smentendo perplessità e riserve pur giustificate dallo stato di anomalia in cui vive il sistema televisivo italiano. E il patriottismo di azienda si è incontrato e intrecciato con l’autorevole apporto del vertice del calcio nazionale e in particolare del presidente Carraro, che ha permesso di sbloccare la trattativa con la Fifa».
Un colpo importante quello messo a segno dal direttore generale Cattaneo, tanto contestato dopo l’acquisizione parziale della rassegna iridata del 2006, legata comunque a una scelta di bilancio. «Una grandissima soddisfazione - commenta Cattaneo -, quest’accordo riafferma la centralità anche del calcio per la tv pubblica e rende protagonista la Rai, tradizionalmente vicina allo sport e ai tifosi». E in una nota, il Cda di viale Mazzini conferma che tutti gli obiettivi prefissati, attraverso una trattativa serrata e impegnativa, sono stati raggiunti. «Era una gara e loro hanno vinto - commenta il direttore della comunicazione di Sky Tullio Camiglieri -. Non avremmo gridato alla scandalo chiunque avesse vinto, questo è il mercato».
Ma intanto, la piattaforma di Murdoch si era assicurata per altri tre anni (e con una spesa di 36 milioni di euro) l’intero «pacchetto» della Champions League. In contemporanea, era arrivato l’annuncio atteso da giorni: il debutto della massima competizione europea dalla stagione 2006/2007 sulla Rai, che ha strappato i diritti in chiaro a Mediaset. Si tratta, comunque, di un successo «parziale», visto che l’emittente di Stato trasmetterà solo 13 partite (quelle del mercoledì, anche via Internet) pagando circa 55 milioni di euro senza averle per altro in esclusiva. Infatti Mediaset disporrà del pacchetto per il digitale terrestre (22 milioni per 125 incontri, contro i 30 spesi in passato per i diritti in chiaro) e, avendo ottenuto l’autorizzazione al multiplex, non avrà problemi a fornire anche dieci incontri in contemporanea. Da stabilire il prezzo per le singole partite o per il pacchetto delle squadre. «Ormai i diritti in chiaro sono arrivati a cifre folli», il commento di Pier Silvio Berlusconi. Si profila dunque una sfida mediatica incredibile, a colpi di dirette, high-lights e rubriche su tutte le emittenti. In attesa del prossimo duello sui diritti.