Golpe militare in Thailandia: deposto il premier miliardario

Un generale musulmano prende il potere «per stroncare la corruzione». Il primo ministro Thaksin Shinawatra era al Palazzo di Vetro

Elo Foti

Colpo di stato militare in Thailandia. Il primo dopo 15 anni. Ieri sera i generali ribelli hanno mandato i carri armati nelle strade di Bangkok, hanno fatto occupare da truppe scelte il palazzo del governo e, proclamata la loro fedeltà a re Bhumibol Adulyadei, hanno dichiarato destituito il premier, il miliardario Thaksin Shinawatra, 57 anni, che si trovava a New York per partecipare all’assemblea generale dell’Onu. Il portavoce dei golpisti, il generale Prapart Sakuntanak, ha letto un comunicato nel quale si annuncia che il potere sarà restituito ai civili al più presto e si spiega che la defenestrazione di Thaksin è dovuta alla sua politica, «che ha diviso il Paese e diffuso la corruzione», da sempre uno dei mali della società thailandese.
Le Forze armate hanno sospeso la Costituzione, il Parlamento, instaurato lo stato d’emergenza, imposto la legge marziale e comunicato che sarà costituita in tempi brevi una commissione incaricata di studiare e varare riforme politiche. La comporranno, «nel rispetto della monarchia costituzionale democratica», anche rappresentanti militari e della polizia. La Tv ha interrotto i programmi regolari e diffonde immagini della famiglia reale. I soldati pattugliano la capitale e i centri delle principali città. Il generale Sakuntanak ha detto che la presa del potere è avvenuta senza incontrare alcuna resistenza e ha chiesto alla popolazione di «collaborare per favorire il mantenimento della legge e dell’ordine». «Ci scusiamo degli eventuali disagi», ha aggiunto.
Il regista del colpo di Stato è il generale Sonthi Boonyaratglin, comandante delle forze di terra, subito destituito da Thaksin, direttamente dal Palazzo di Vetro. Un licenziamento che, tranne sorprese nelle prossime ore, difficilmente potrà essere attuato. La sede del Parlamento, nella notte, era circondata da almeno quattordici carri armati. Sonthy, 59 anni, è il primo musulmano alla guida dell’esercito thailandese, Paese a maggioranza buddhista. Negli ultimi tempi, nel sud della Thailandia, i terroristi islamici hanno intensificato la loro attività e le Forze armate sono intervenute con estrema durezza per reprimerli.
Il golpe interviene proprio nel 50° anniversario dell’ascesa al trono del settantanovenne Bhumibol, sovrano di grande popolarità e prestigio. Probabilmente anche questa volta, come in un passato che sembrava archiviato per sempre, il re resterà nella sua torre d’avorio, evitando di prendere posizione. Il deposto primo ministro intende tornare in patria oggi o domani. Ammesso che ciò gli sia consentito. Thaksin, se non riuscirà a rientrare in politica, potrà comunque continuare a esercitare una forte dose di potere grazie al suo immenso patrimonio. Il conto in banca e le proprietà fanno di lui uno degli uomini più ricchi della Thailandia (nome che significa «Paese degli uomini liberi»).
Figlio di un funzionario di polizia e, in gioventù, poliziotto lui stesso, Thaksin agli inizi degli anni 80 comincia a vendere computer. In breve diviene miliardario, titolare di una società di telecomunicazioni e di una tv. Il successo economico non gli basta. Nel 1998 fonda il partito “Thai rak Thai” («I Thai amano i Thai»). Nel 2001 si presenta alle elezioni: un trionfo, mai nessuno aveva ottenuto una vittoria di tali proporzioni. Il conflitto di interessi lo costringerà in seguito a vendere le sue imprese. Una cessione discussa, oggetto di un’inchiesta della Commissione incaricata di vigilare sulle operazioni in Borsa. La questione sembrano però averla risolta ieri i generali.