Il governo all’Alcoa: «Rinviate le chiusure»

RomaPer il governo la chiusura o il drastico ridimensionamento degli impianti dell’Alcoa in Veneto e Sardegna, che danno lavoro a circa 2.000 dipendenti compreso l’indotto, è «ingiustificabile». Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ricorda che al gigante Usa dell’alluminio sono state garantite, per un lungo arco di tempo, «condizioni di competitività per la produzione nel nostro Paese. Si tratta - precisa Sacconi - di aiuti stimabili in circa un miliardo di euro». Il governo chiede alla multinazionale di non sospendere la produzione fino al 10 febbraio, data in cui il decreto energia sarà esaminato in sede Ue.
«Abbiamo la ragionevole fiducia che sarà approvato; il premier Berlusconi ha chiamato il presidente della Commissione, Manuel Barroso, che ha assicutato la massima priorità», ha detto il sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, aprendo un incontro fra governo, sindacati e azienda. Alcoa, che ha dichiarato di perdere 8 milioni al mese, ha accettato un rinvio purchè ci sia una data certa.
La settimana scorsa, il governo ha approvato un decreto che prevede ulteriori aiuti, purchè compatibili con i vincoli europei. Il decreto energia è già giunto a Bruxelles, e sarà preso in esame dall’Antitrust europeo. Un esame che potrà concludersi soltanto dopo l’insediamento della nuova Commissione, cioè dopo la «fiducia» del Parlamento del 9 febbraio. In una lettera inviata a Silvio Berlusconi, il presidente della multinazionale, Klaus Kleinfeld, pur apprezzando l’intervento del governo, ha chiarito che per la sospensione delle chiusure sono necessarie garanzie scritte dell’Ue. A favore degli operai Alcoa era intervenuto, con un appello, anche il Papa.
Ieri 400 dipendenti dei due impianti Alcoa di Portovesme e Fusina hanno manifestato a Roma, davanti a palazzo Chigi dove si è svolto l’incontro.. «Il governo sta facendo il possibile - commenta Letta - ma la situazione è difficile. Avete mobilitato anche il Papa». Presente al vertice anche il governatore sardo Cappellacci, mentre fra i manifestanti si sono visti Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro. «Il comportamento dell’Alcoa è indefinibile - attacca il segretario della Cisl - : stanno esagerando, non capiamo che cosa vogliono».