Governo, insulti fra Casini e il Senatùr E Berlusconi cerca l'alleanza con l'Udc

Dopo <strong><a href="/interni/bossi_non_ci_sente_casini_e_trafficone_peggio_che_avere_fini/23-08-2010/articolo-id=468548-page=0-comments=1">l'attacco di Bossi a Casini</a></strong>, i centristi rispondono al Senatùr: &quot;Così gli italiani potranno capire chi lo ostacola veramente&quot;. La reazione di Bossi: &quot;Sono ciò che resta dei democristiani, furfanti che tradivano il nord&quot;. Poi Casini: &quot;Così dimostra quale errore è stato mettere il Paese in queste mani&quot;. <strong><a href="/interni/il_cav_vuole_convincere_bossi_rimpiazzare_fini_casini/24-08-2010/articolo-id=468708-page=0-comments=1">Ma Berlusconi vuole rimpiazzare Fini con Casini</a></strong>

Roma - Alta, altissima tensione tra Udc e Lega. Mentre il Carroccio insiste per il ricorso alle urne ("Magari già a dicembre"), indirizzando un altolà al premier contro ogni ipotesi di nuove alleanze con i centristi, l’Udc risponde con durezza agli attacchi del senatur: "Che Bossi, noto trafficante in banche e quote latte, insulti l’Udc - afferma in una nota la segreteria centrista - lo riteniamo molto utile per far capire agli italiani chi ostacola davvero i suoi progetti di occupazione del potere".

Guardarsi da Tremonti e dalla Lega "Tremonti e Bossi: da loro si deve guardare Silvio Berlusconi. Non da Fini". In un’intervista al Corriere della Sera, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, parla di "opposizione repubblicana, pronta a votare con il governo di fronte a provvedimenti giusti e a fare una durissima opposizione su tutto ciò che non riteniamo giusto". Cesa spiega che l’Udc non voterà la fiducia sui cinque punti del programma di governo, ma poi "tutto continuerà come prima: se la maggioranza ad esempio aprisse sul quoziente familiare, da sempre ostacolato da Tremonti, noi voteremmo certamente a favore". Sul processo breve, invece, "prima di decidere, si dovrà vedere la sostanza del testo che verrà elaborato dalla Camera". A Cesa non "risultano contatti significativi" fra il premier e l’Udc, anche se "è verosimile che Berlusconi cerchi una sponda perch‚ si trova in difficoltà". Il segretario centrista rifiuta l’ipotesi di "fare da stampella a Berlusconi come a nessun altro": "Puntiamo solo ad un fatto, che la politica torni ad occuparsi dei problemi veri dei cittadini, del bene comune, di quello delle famiglie italiane".  

La replica di Bossi Quella dell'Udc è apparsa solo una provocazione agli occhi di Bossi che ha lanciato il suo anatema elettorale contro i centristi ma anche contro Fini: si vada subito al voto, ha detto, contestando a Berlusconi di "tentennare troppo" assicurando che in caso di voto "polverizzeremo tutti questi qua"; basta "pagare dazi troppo alti" per ogni cosa che il governo intende fare subendo i condizionamenti di certi alleati che è meglio perdere che trovare. Meglio dunque andare "subito al voto". I ferri corti tra centristi e Lega non sono una novità, anche se stasera si arricchiscono di aggettivazioni "colorite". "Casini? E' uno stronzo", dice Bossi che al leader centrista imputa di non aver meriti nè qualità. Ringraziato ironicamente da Casini che invita tutti a evitare di affidare il Paese in mani del genere.

Casini punzecchia il Pdl Davanti alla spinta alle elezioni di Bossi ("Berlusconi è troppo cauto") e agli "lo avevo detto" di Casini che suona la sveglia alla maggioranza ("si destino prima che sia troppo tardi"), il muro contro muro tra Udc e Lega chiude definitivamente i margini per un accoglimento della proposta avanzata dal finiano Italo Bocchino a Berlusconi di allargare la maggioranza ai centristi, ai moderati del Pd e all’Api di Rutelli. Diventano dunque "datati" gli avvertimenti di Lorenzo Cesa secondo il quale "o Berlusconi apre la crisi o è solo chiacchericcio". Il segretario centrista, nel pomeriggio, si era infatti chiamato fuori dai problemi arrecati alla maggioranza dalle divergenze tra i Fini ed il premier ("riguarda gli interessati") e aveva ribadito la posizione del suo partito: "Il problema dei rapporti tra la maggioranza e l’Udc, per quanto ci riguarda, è chiaro da tempo. Almeno da quando due anni fa abbiamo iniziato la nostra opposizione repubblicana in Parlamento. Il giorno in cui Berlusconi aprisse la crisi dimettendosi, valuteremo i nuovi scenari. Tutto il resto rientra nel pur legittimo chiacchiericcio estivo, ma non ci riguarda".