Governo, Letta: "Prospettive ristrette" Napolitano: "Situazione molto incerta"

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Questo governo ha prospettive che nelle ultime
ore sembrano restringersi". Nel pomeriggio dovrebbe vedere Fini, che domani incontrerà Bossi. Granata: "Non cambierà nulla, domani ritiriamo i ministri dal governo". Bersani: "Via alla raccolta di firme per la sfiducia all'esecutivo". Faccia a faccia tra Fini e Casini a Montecitorio. Il presidente Napolitano: "Chi governa o governerà affronti i problemi"

Roma - Prima del pontiere Bossi in azione l'ambasciatore Gianni Letta. Un tentativo di mediazione prima del vertice fra Gianfranco Fini e il leader della Lega. Nei panni di ambasciatore il sottosegretario che, secondo fonti di governo, dovrebbe avere nel tardo pomeriggio di oggi un incontro con il presidente della Camera. Dovrebbe, perché mancano conferme ufficiali, la situazione è fluida e gli incontri possono essere cancellati dalle agende fino all’ultimo momento utile. Una missione diplomatica affidata dunque al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, mentre il premier ha lasciato Roma diretto a Seoul per il G20 e si avvicina il momento dell’attesissimo incontro tra Fini e Bossi. Mentre intorno alle 18 è stato il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini è arrivato gli uffici del presidente della Camera: faccia a faccia di un'ora e mezza, con intervento anche del leader dell'Api Francesco Rutelli.

Le prospettive si restringono "Questo governo che rappresento pro tempore ha prospettive molto più brevi del 2020, e in queste ultime ore sembrano restringersi non ad anni, ma a periodi e misure di tempo più contenuti". Lo afferma Gianni Letta intervenendo a un convegno della Ericsson sul piano Europa 2020 riguardante la modernizzazione tecnologica. L’intervento del sottosegretario è stato trasmesso in diretta dal sito web dell’azienda.

Napolitano: "Situazione turbolenta e incerta" "Siamo in un momento di grandissima turbolenza. È una situazione di grandissima incertezza politica, c’è grande tensione e ci sono molte contrapposizioni e incognite" dice il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo saluto all’assemblea dell’Anci. "Chiunque sarà chiamato a governare, ancora o nuovamente, dovrà fare i conti con i problemi concreti" continua il capo dello Stato.

Bersani e la raccolta di firme Il Pd ha cominciato la raccolta di firme per la mozione di sfiducia al governo Berlusconi. A dare la notizia è il segretario, Pierluigi Bersani, arrivando all’assemblea nazionale dell’Anci. "Stiamo raccogliendo le firme, poi vedremo tempi e modi dell’iniziativa" dice Bersani, che spiega: "Il nostro obiettivo è di rendere evidente e formale la crisi. Abbiamo affidato ai nostri capigruppo, che se ne intendono, il compito di trovare i percorsi e le tecniche migliori per arrivare a questo obiettivo. Intanto, però, abbiamo cominciato a raccogliere le firme. Berlusconi non ha più credibilità, la crisi va formalizzata in parlamento, perché la tenuta del governo non c’è più. Il centrodestra è un campo d’Agramante, un campo della della discordia. Io non capisco è da tempo che lo dico, cosa si perda tempo a fare un balletto attorno questa crisi".

Granata: "Domani via i ministri" "Domani, probabilmente subito dopo l’incontro tra Fini e Bossi, se non succede nulla di nuovo, e non succederà nulla di nuovo, ritireremo la delegazione al governo". Lo dice Fabio Granata, deputato di Futuro e Libertà, ospite della trasmissione di Radio2 Un giorno da pecora. Sulle motivazioni che hanno spinto Bossi a chiedere di incontrare il presidente della Camera, Granata risponde ironico: "Perché si fa questo incontro con Bossi? Questo dovete chiederlo a lui, che lo ha chiesto, io non lo so: mi avvalgo della facoltà di non rispondere, come Dell’Utri".

"Candiderei Saviano ..." "Saviano mi piace, è un grande. Lo candiderei per Fli come sindaco di Napoli, lo farebbe benissimo", ha anche detto l'esponente finiano. Lo scrittore nuova icona intellettuale di Futuro e libertà quindi? "Saviano ha un impegno straordinario e va preservato, culturalmente è di destra ma è schierato a sinistra".

"Anche con Vendola, pur di battere Berlusconi" ha detto Granata. Per battere Berlusconi -gli hanno chiesto i conduttori- sareste disposti anche ad allearvi con Vendola? "Se si va alle elezioni subito noi dobbiamo creare presupposti per allearci con chiunque ci stia a creare una condizione di governo diversa. Io non ho preclusioni verso Vendola. Però credo di essere tra i pochi di Fli a non averne".

Poi la retromarcia: "Battuta surreale" Quella fatta su Vendola è stata "solo una risposta ironica ad una domanda surreale", ha poi precisato fabio Granata. "È ovvio che non è pensabile un alleanza tra Fini e Vendola. Nella fase che attraversiamo anche l’ironia sembra un lusso che non possiamo permetterci". Parola di Granata.