Il Grande fratello sbarca a scuola: microspie nelle divise degli alunni

L’idea di un’azienda di abbigliamento inglese: un dispositivo satellitare nella cintura o nella giacca per controllare i movimenti dei figli

Londra - Tra bullismo e microdelinquenza, abusi di alcol e assenteismo da scuola, gravidanze indesiderate e sparatorie tra baby-gang rivali. Appare sembra più difficile crescere in Gran Bretagna, soprattutto nelle grandi città. Le ansie delle famiglie, incapaci di gestire i cambiamenti sociali che investono i più giovani, si riflettono sulle pagine dei giornali che quotidianamente non mancano di porre in grande evidenza l’ultimo crimine compiuto da un minorenne. E mentre il governo si dimostra incapace di affrontare l’emergenza con un progetto organico che preveda punizioni adeguate e misure rieducative efficenti, anche la scuola arranca. Le aule scolastiche - in special modo quelle pubbliche - appaiono insanabili zone franche di impunità e diseducazione. Ma al di là della didattica lacunosa è la sicurezza degli alunni a preoccupare. Anche così si spiega il largo successo ottenuto dalla proposta di una ditta di abbigliamento scolastico che sta pensando di produrre divise per alunni dotate di dispositivi gps. Una soluzione, quella ideata dall’inglese Trutex, che consentirebbe a padri e madri apprensivi di «controllare» a distanza i figli, monitorandone in tempo reale ogni spostamento. Per verificare il gradimento delle nuove uniformi, l’azienda ha condotto un sondaggio tra 809 genitori e 444 ragazzi di età compresa tra i 9 e i 16 anni.
Il risultato è stato inequivocabile. Circa il 60% degli adulti si è detto interessato all’abbigliamento dotato di sistema satellitare, e persino il 40% dei ragazzi sotto i 12 anni ha ammesso di sentirsi più sicuro sapendo di essere rintracciabile dai propri genitori. Solo gli adolescenti sopra i 13 anni si sono mostrati - come da previsioni - più diffidenti, rifiutando l’idea di subire controlli degni del Grande Fratello. «Oltre a trasmettere tranquillità ai genitori, il sistema potrebbe servire alle scuole per tenere d’occhio dove si trovano i ragazzi, riducendo così il numero delle assenze ingiustificate», ha spiegato Clare Rix, direttrice marketing di Trutex. Un’idea vincente che - visto il successo di pubblico - presto potrebbe essere introdotta sul mercato.
«Questo sondaggio conferma che la nostra intuizione è giusta - ha aggiunto Rix - e ci sprona a presentare al più presto una linea di uniformi dotate di dispositivo gps». Inserendo nelle cuciture delle divise scolastiche un microchip collegato ad un satellite, i genitori - navigando in un sito internet protetto da password - potrebbero spiare i propri figli, seguendone gli spostamenti da casa a scuola. Per controllare che non seguano cammini imprevisti, che non perdano tempo con compagnie sgradite, che non saltino le lezioni.
Il progetto della Trutex segue di poco l’annuncio di un'altra azienda concorrente, la BladeRunner, che ha rinforzato le divise scolastiche col Kevlar. Una fibra sintetica protettiva contro le armi da taglio, la cui diffusione tra i banchi di scuola ha convinto il governo a consentire agli insegnanti di procedere a vere e proprie perquisizioni in casi sospetti. Controlli sempre più rigidi, ai limiti della cancellazione della privacy individuale, che per il momento non sembrano però assicurare i risultati auspicati. Men che meno i corsi appena inaugurati di «buone maniere» per combattere il fenomeno del bullismo che domina tra ragazzi che, privi di modelli di comportamento, riparano nella prevaricazione.