«Grandi eventi» a Bologna Guglielmi parte con un flop

La prima mostra organizzata dall’ex direttore di Raitre è costata oltre 400mila euro e ne ha incassati meno di 100mila. L’opposizione: fra il dire e il fare...

Claudia B. Solimei

da Bologna

Più di 400mila euro spesi per una mostra che ne ha fruttati meno di 100mila (per l’esattezza 98.104) e, su oltre 20mila studenti di scuola presenti a Bologna, tra medie e superiori, è stata visitata alla fine soltanto da 131 ragazzi di sette classi. Succede a Bologna, dove evidentemente la cultura non sempre paga, almeno per quella che era stata annunciata come la prima grande mostra dell’era Cofferati, dedicata al pittore bolognese Primaticcio alla corte di Francia, voluta e organizzata dall’assessore alla Cultura Angelo Guglielmi, ex direttore di Rai Tre e punta di diamante della giunta bolognese.
La mostra è stata aperta dal 30 gennaio al 10 aprile scorso: settanta giorni che sono costati al Comune 295mila euro di spese dirette, ai quali si devono aggiungere altri 125mila euro di contributi di altri enti per una spesa totale di poco meno di un miliardo delle vecchie lire. Ma che, appunto, ha fatto incassare nemmeno 100mila euro, secondo i dati forniti dal settore Cultura dello stesso Comune e raccolti da Alecs Bianchi e Carlo Monaco, consiglieri comunali della lista civica La Tua Bologna dell’ex sindaco Guazzaloca. «Altro che evento nazionale e internazionale - accusa Monaco -, queste cifre dimostrano che iniziative annunciate come grandissimi eventi sono state scarne e vuote». Secondo l’ex assessore di Guazzaloca, sarebbe l’ennesimo esempio della «divaricazione tra il dire e il fare» che caratterizza la giunta Cofferati. Non solo: per Bianchi, i dati ufficiali sulle presenze alla mostra e quella sugli incassi non coinciderebbero: «O sono scappati con la cassa - spiega - o a scappare sono stati i visitatori, ma ritengo più probabile la seconda ipotesi, che si sia gonfiato il numero dei partecipanti per nascondere il flop totale della manifestazione». Stando ai conti fatti dai guazzalochiani, infatti, e ai dati del Comune, all’appello mancherebbero oltre 87mila euro, visto che i biglietti a prezzo intero e quelli a prezzo ridotto dichiarati darebbero un totale pari a 137mila euro, ben oltre i 50mila ufficiali dichiarati come incassi solo da biglietto.
Conti a parte, anche dal punto di vista dei visitatori il fallimento sarebbe evidente: le 18mila presenze raggiunte, infatti, sono ben lontane dalle 100mila che, sempre secondo le stime del Comune, sarebbero state necessarie per assicurare un margine di guadagno sulla manifestazione. «Dopo la presentazione alla stampa - accusa Bianchi - è mancata del tutto la pubblicità, non si è fatto nulla per lanciare l’evento. Ma allora - si chiede - ci devono dire dove sono finiti i soldi spesi». Di contro, il consigliere comunale snocciala i numeri raggiunti nel 2003 dall’amministrazione Guazzaloca: 454mila presenze a palazzo Re Enzo, dove è stata allestita anche la mostra sul Primaticcio, spalmate su 86 iniziative culturali. «La prima e per ora unica grande manifestazione culturale voluta dall’assessore Guglielmi - conclude - è un flop numerico nelle presenze e un flop economico».
Impegnato a gestire l’organizzazione di un festival di cinema e letteratura che debutterà a Bologna tra pochi giorni, l’assessore non ha voluto replicare alle critiche: «Non sapevo nulla di queste accuse - ha detto al telefono Guglielmi - e comunque la cosa mi stupisce, ma non ho altro da aggiungere».
Intanto, i guazzalochiani rincarano la dose. Sotto accusa, infatti, mettono anche le spese per le consulenze del settore Cultura del Comune di Bologna: in poco più di sei mesi, avrebbero raggiunto la cifra di 587mila euro. «Tutti incarichi occasionali e consulenze ai soliti noti - accusano Bianchi e Monaco -. Un modo per far stare buoni i settori della cosiddetta cultura bolognese».