IL GRIFO E IL MAL DI SERSE

Giusto per non farsi mancare niente, ora arriva anche l’inchiesta-fantasma su Genoa-Venezia, che nasce come una leggenda metropolitana, si diffonde come un virus e deflagra in serata, con tanto di tam tam sulla possibilità di penalizzazione della società rossoblù e conseguente undicesimo anno di serie B. A naso, sembra una colossale sciocchezza. Come è possibile una penalizzazione in tempo reale? E addirittura l’annullamento della promozione? Eppure, la notizia gira, trova adepti e anche i genoani iniziano ad aver paura.
Staremo a vedere, il garantismo come sempre è d’obbligo. Ma ogni giorno (rossoblù) ha la sua pena. Teniamoci quella di oggi, che è l’incredibile esonero di Serse Cosmi. Incredibile anche per la forma: lunedì era già certo; martedì c’è stato l’incontro fiume fra Cosmi e Preziosi che non ha portato a nulla; per ieri era previsto un nuovo appuntamento fra i due protagonisti della promozione, che dovrebbe aver portato alla rescissione definitiva. E fra la fine della settimana e l’inizio della prossima arriverà Guidolin. O, peggio, De Biasi.
Più lo scrivo e meno ci credo. Ieri mattina siamo stati tempestati di telefonate e di lettere dei nostri lettori che si dicono increduli di fronte alla decisione. Qualcuno si è anche lasciato andare a terribili paragoni con quello che è successo a Como durante e dopo la gestione di Preziosi e noi non possiamo non registrare anche queste reazioni. Che sono quelle dello zoccolo duro dei tifosi rossoblù: anziani, borghesi in servizio permanente effettivo, un popolo tranquillo che non accende fumogeni nella Nord, non va in deliquio nè per la pancia nuda di Cosmi, nè per la corsa solitaria di Preziosi, ma che crede nel Genoa da prima di entrambi.
Ecco, loro non hanno capito la scelta di Preziosi, oggi vergognosamente giustificata anche da chi fino a ieri ha edificato monumenti di retorica a Cosmi. E quando si hanno difficoltà a capire, la colpa non è mai di chi non capisce. La colpa è di chi non si fa capire.