Grillo: un partito contro i partiti

Il comico esorta il popolo dell'antipolitica a partecipare alle prossime elezioni amministrative: "Liste civiche con il mio ok". E offre un "certificato di trasparenza" a chi rispetterà " i requisiti che pubblicherò sul blog"

Roma - «La parola è ai cittadini». Beppe Grillo ha valicato il confine tra la favola e la politica ieri pomeriggio alle 15.16 con un annuncio su Internet: facciamo le liste civiche. Alle 17.50 erano arrivati 364 commenti. Una media di due e mezzo al minuto. Prima erano le chiacchiere sul blog, poi i primi comizi, la piazza e le piazze del V-day. I «vaf». E le folle, gli applausi, il sogno di una rivoluzione dal basso. Ma ora il gioco cambia. Il comico genovese che tratta i politici come polli da spennare propone la svolta, o la rivolta: «E adesso? Dopo il V-day? - ha scritto ieri sul sito beppegrillo.it - Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli».

Non sarà però Grillo a gestire le liste: «Non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi - precisa - non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica». Ma di tante, e che abbiano un «certificato di trasparenza» rilasciato dal sito beppegrillo.it. L’editoriale di ieri sembra un’uscita di scena per entrare in campo. L’hanno scritto alcuni fan, non sono dietrologie.

I grillini hanno risposto al Pifferaio con l’eccesso della rabbia verso gli amministratori del Paese e della delusione per la fiaba finita. Un’acclamazione? Non completamente. Tra i fedeli dei «V-day» c’era chi voleva rimanere in piazza, senza entrare nei palazzi. «Hai vanificato più di 300.000 firme. Questa è una scesa in campo in piena regola», ha scritto un blogger arrabbiato.

Ma a guardare i numeri del dibattito in rete, un’esplosione di commenti in poche ore, le liste civiche della non-politica potrebbero formarsi con la velocità di una valanga. La piazza che diventa lista.
Non è un’entrata in politica, dice Grillo, e mette le mani avanti: ogni lista «potrà chiamarsi come le pare» e sarà «autonoma». Ma con il bollino: «Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza beppegrillo.it». E allora se c’è un logo come si chiama questa astratta «piattaforma» di liste civiche? E se c’è un leader - anche se silenzioso d’ora in poi - dove andranno i «cittadini che si fanno politica?».

Il comico spiega di voler lasciare il campo alle idee degli altri. Sono i cittadini «i megafoni di se stessi». Perché «la loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno».

Si parte dal basso, dal momento che «i Comuni decidono la vita quotidiana di ognuno di noi». E da qui «si deve ripartire per fare politica».

Con un metodo rigoroso: ci saranno una serie di caratteristiche di cui bisogna essere in possesso per entrare nella lista civica, e verranno pubblicate sul blog nei prossimi giorni. Non bisogna per esempio essere iscritti ai partiti, ed è necessario essere incensurati per portare «il Vaf» alle elezioni comunali. Le liste si scambieranno informazioni su Internet.

Proprio da Internet arriva la voce del consenso, o della polemica: «Lottiamo per una rinascita morale e sociale, dimostriamo cos'è la società civile», scriveva uno dei quasi quattrocento fan a metà pomeriggio. Qualcun altro scivolava sulla macchia d’olio del qualunquismo: «Destra e sinistra coincidono, litigano in Tv ma poi fanno affari comuni».

La proposta delle liste per i Comuni è una tentazione a osare di più, incita un altro frequentatore del blog: «Dobbiamo trovare 100 candidati irreprensibili, 100 maschere antigas e mandare il tutto in Parlamento. Altre vie non ce ne sono». La cronaca aiuta il «vaf»: «Mastella con famiglia, Rutelli e famiglia, Lusetti e famiglia hanno usato l'Air force senza nessun motivo logico. In un Paese per bene si sarebbero dovuti dimettere tutti».

Ma un anarchico gli scrive: «Beppe, hai pensato a chi può infiltrarsi? A ognuno la sua professione». Un secondo, scettico: «Beppe, entra in politica. Sarebbe più corretto, più trasparente, più efficace. Questa idea delle liste civiche è una contraddizione che fregherà te e tutti quanti noi». Un altro ancora: «Era dai tempi del fascismo che non si vedevano proposte così». Leggendo il blog si ha ora l’impressione che i grillini si mandino a «vaf» tra di loro.

«Calma. calma. In fondo è solo un blog!», si affretta a sdrammatizzare un frequentatore. Ma la febbre è alta, anche se la direzione non chiara. «Sono qui, le mie mani, la mia testa», si offre un fan. Prossimo candidato, forse. Se sarà firmato «beppegrillo».