Guai per Penati, i pm fanno ricorso: concussione, deve essere arrestato

Walter Mapelli e Franca Macchia hanno
depositato il ricorso al Tribunale del Riesame dopo la decisione del gip di negare le manette a Penati e Vimercati. I pm hanno svelato il &quot;sistema&quot; Sesto San Giovanni, ma <strong><a href="/interni/il_sistema_sesto_svelato_pm_ma_penati_graziato_gip/26-08-2011/articolo-id=542071-page=0-comments=1" target="_blank">l'ex presidente della Provincia è stato graziato dal gip....</a> </strong>Ora Penati si autosospende dal Pd: <strong><a href="/interni/penati_sono_estraneo_ma_mi_autosospendo/26-08-2011/articolo-id=542094-page=0-comments=1">&quot;Ma sono estraneo&quot;</a>
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Monza - I pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia non si rassegnano alla decisione del gip che ha negato la custodia cautelare  per l'ex coordinatore nazionale dei Ds Filippo Penati e di Giordano Vimercati a causa della prescrizione scattata in base alla riqualificazione del reato da concussione a corruzione. I magistrati hanno quindi depositato il ricorso al Tribunale del Riesame.

Intanto sono stati fissati per lunedì, nel carcere di Monza, gli interrogatori di garanzia dell’ex assessore comunale all’Edilizia di Sesto San Giovanni Pasqualino Di Leva e dell’architetto Marco Magni arrestati ieri per corruzione.

Nel ricorso, di circa venti pagine, la procura di Monza insiste nel chiedere l’arresto del vicepresidente dimissionario del Consiglio regionale Lombardo, Filippo Penati, e del suo ex capo di Gabinetto in Provincia, Giordano Vimercati, sostenendo che non c’era un rapporto paritetico tra gli imprenditori che avrebbero pagato le tangenti e i politici a cui sarebbero state destinate. Tesi invece avallata dal gip di Monza, Anna Magelli, che ha bocciato le richieste ritenendo che i due indagati non abbiano commesso il reato di concussione, ma quello di corruzione (con conseguente prescrizione più breve e impossibilità di procedere all’arresto) perchè i costruttori Giuseppe Pasini e Piero Di Caterina sarebbero stati d’accordo nel pagare le tangenti e non invece costretti. Tuttavia, secondo i pm Walter Mapelli e Franca Macchia, gli imprenditori sarebbero stati indotti, anche se non costretti, ma tanto basta per la legge per qualificare il reato come concussione, a pagare. È lo stesso comportamento che viene contestato dalla procura di Milano a Silvio Berlusconi nei confronti dei funzionari della questura di Milano i quali sarebbero stati indotti a rilasciare Ruby dalla telefonata del premier. Non c’è stato un unico accordo originario tra Penati e i costruttori, argomenta ancora la procura, ma, di volta in volta, questi ultimi sarebbero stati indotti ad aderire al ’Sistema Sestò per ottenere degli ’aiutì a loro indispensabili.  

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