«Harry fu sottoposto al test del Dna per accertare che fosse figlio di Carlo»

Erica Orsini

da Londra

Alla prossima sparata forse la gente non si sorprenderà nemmeno più. Le biografie sulla povera principessa Diana sono talmente tante che l’ultima dev’essere per forza più pruriginosa delle altre per vendere qualche copia. E Diana, the last word, scritta da Simone Simmons, ex amica e pseudoguaritrice di Lady D sembra avere centrato in pieno l’obiettivo, come dimostrano le anticipazioni selvagge offerte ormai ogni giorno dal tabloid inglese «Sun».
Dopo la presunta e appassionata love story con Jfk junior, che l’avrebbe incontrata nelle vesti di direttore della rivista «George» per poi finirci a letto in seguito a una reazione «di pura chimica» con grande soddisfazione di entrambi, ieri il «Sun» ha continuato con le anticipazioni del libro spiegando come la famiglia reale avrebbe costretto la principessa a fare sottoporre all’esame del Dna il secondogenito, il principino Harry, per dimostrare che quest’ultimo era figlio di Carlo e non del maggiore James Hewitt, uno degli amanti di Diana.
La somiglianza tra l’uomo e Harry è di fatto un dato imbarazzante e anche in passato erano state fatte illazioni sulla possibilità che il principino potesse essere frutto della relazione extraconiugale ammessa pubblicamente dalla stessa principessa in un’intervista televisiva nel 1995. Un tabloid britannico aveva perfino tentato, con la complicità di una piacente fanciulla, di rubare una ciocca di capelli ad Harry per far eseguire il test del Dna nel tentativo di dimostrare la vera paternità. Il padre, però, era risultato essere proprio il principe Carlo. A nutrire i dubbi più seri sulla paternità di Harry sarebbe stato comunque il consorte di Elisabetta, il principe Filippo. Sempre secondo quanto rivelato dalla Simmons, Diana non volle spiegare al figlio i motivi di quell’esame del sangue.
E sempre ieri il «Sun» ha anticipato anche un’altra parte del libro che riguarda la valutazione «statistica» delle capacità amatorie di Carlo, stilate dalla stessa principessa. Secondo la discreta signora sarebbero state assolutamente insoddisfacenti per Lady D che avrebbe affibbiato al maldestro e noioso consorte una mera sufficienza. Entusiastici sarebbero stati invece i giudizi per il giovane Kennedy e per lo stesso Hewitt, ma chissà se c’è qualcosa di vero in tutti questi pettegolezzi. Il libro della Simmons e il comportamento giornalistico del Sun sono stati molto criticati in Gran Bretagna per quest’ultima operazione, poco lusinghiera nei riguardi della memoria della principessa e assolutamente irrispettosa dei sentimenti della sua famiglia.
Molti altri quotidiani hanno totalmente ridicolizzato le grandi «rivelazioni» del libro, spiegando che la sua autrice non è mai stata particolarmente vicina alla prima moglie di Carlo e che probabilmente si sta semplicemente inventando delle sciocchezze per puro calcolo finanziario.