«Ho fatto la rivoluzione con i pesci rossi»

«Il segreto? Puntare su motori ad alto risparmio di energia»

All'inizio gli acquari, poi gli elettrodomestici bianchi, infine il riscaldamento. Tre settori diversi ma con un denominatore comune: le pompe sincrone, meglio ancora, i motori sincroni di piccola dimensione, che mano a mano sostituiscono i motori asincroni in quanto - senza scendere nei dettagli tecnici - riducono i costi, in particolare riducono in maniera sensibile quelli dell'energia. Grazie a questi motori Elio Marioni, perito industriale vicentino ma con sangue toscano, ex cameriere per imparare le lingue ed ex dipendente prima di mettersi in proprio, ha creato in nemmeno trent’anni una multinazionale tascabile in quanto i suoi prodotti coprono quasi un terzo del mercato mondiale. L'azienda si chiama Askoll, un nome di fantasia suggerito da un amico, ed è leader mondiale nei sistemi di automazione per acquari, vasche e laghetti, con una produzione annua di cinque milioni di articoli anche se in realtà, spiega, «il core business è ormai rappresentato dalla componentistica per lavatrici e lavastoviglie, in attesa di poter entrare in forze nel mondo del riscaldamento».
A dire il vero la Askoll non è un’unica azienda ma un gruppo di imprese. C’è la Askoll uno, la Askoll due, la Askoll tre sino ad arrivare alla Askoll sette. Tutte controllate dalla Askoll holding, tutte specializzate in diversi ruoli e quasi tutte concentrate a Dueville, provincia di Vicenza. Anzi, alcune sono vicinissime, una a fianco dell’altra, altre sono invece a qualche chilometro di distanza, solo uno stabilimento è distante e si trova a Rovigo. Oltre, naturalmente, alle fabbriche situate all'estero, in Brasile e in Messico.
La crescita. Proprio questo curioso moltiplicarsi di fabbriche indica lo sviluppo a tappe che il gruppo ha avuto nel tempo: prima gli acquari a partire dal 1978, poi gli elettrodomestici dal 1986, infine il riscaldamento dal 2000. Chiarisce Marioni: «Ho semplicemente cercato di sostituire nei vari settori il principio del motore asincrono con quello sincrono». Sembra banale, ma resta il fatto che sino al 1978 nessuno ci aveva mai provato. Così, in questa strategia di avventurarsi di tanto in tanto anche nell’orto del vicino, ecco il proliferare di aziende: Askoll uno vende acquari e accessori sul mercato italiano, mentre Askoll due li produce per tutto il mondo; Askoll tre realizza pompe per lavastoviglie, Askoll quattro si occupa di automazione progettando robot, Askoll cinque è il centro di ricerca, Askoll sei produce le pompe per gli impianti di riscaldamento, Askoll sette è specializzata invece nei motori per lavatrici.
Sbarco all’estero. Lo stabilimento brasiliano, a San Paolo, realizza componenti per gli elettrodomestici destinati nel Sud America e la stessa cosa, ma per il mercato degli Stati Uniti, farà anche la fabbrica messicana, situata nei dintorni di Monterrey e operativa dall’estate di quest’anno dopo essere stata aperta nel 2001 e chiusa poco più tardi a causa dello sfavorevole cambio euro-dollaro. «Una perdita secca di cento milioni di dollari», dice Marioni, il quale ama affrontare i rischi, ma sa anche quando è il momento di dire basta. Così, nel 1990, è tra i primi a sbarcare in Cina aprendo nella zona di Shenzen una fabbrica per produrre componenti per elettrodomestici a basso costo. Poi la chiude nel 1995 proprio quando cominciano ad arrivare anche gli altri imprenditori italiani. Motivo: «C'era una enorme differenza di qualità tra i prodotti realizzati in Cina e quelli ottenuti invece in Italia dove ho sempre spinto al massimo l'automazione sino ad avere scarti uguali allo zero. Quindi, i vantaggi di essere in Cina finivano per annullarsi, ma in aggiunta mi ritrovavo con seri grattacapi. La realtà è che non sempre la delocalizzazione è conveniente. Anche la nostra produzione in Messico, ad esempio, avrà gli stessi costi del produrre in Italia in quanto ci sono una serie di costi aggiuntivi che sono equivalenti e talvolta superiori rispetto al risparmio ottenuto grazie al minore costo della manodopera».
Tutto in famiglia. Sposato con Elena Vedovello e padre di due figlie trentenni che lavorano con lui, Monica e Alessia, Elio Marioni è del 1946, nasce a Pontremoli ma cresce a Vicenza dove la famiglia si trasferisce nel secondo dopoguerra, e rimane orfano del padre nel 1962, lo stesso giorno in cui lui compie 16 anni. Prende il diploma all'istituto «Alessandro Rossi», si iscrive a economia e commercio a Venezia ma abbandona quasi subito, d'estate va a fare lo sguattero a Londra e Parigi per imparare le lingue, inizia a lavorare nel 1969. Quasi sempre nel commerciale: prima a Vicenza, poi a Milano, quindi a Padova, infine a Conegliano Veneto per approdare a Cittadella ad occuparsi di attrezzature per acquari. Ed è proprio lì che matura l'idea di mettersi in proprio. Così coglie la palla al balzo quando un grosso distributore di Montreal di prodotti per piccoli animali gli chiede di realizzare pompe per gli acquari ad un prezzo inferiore rispetto a quelli in vendita: apre a Dueville la Askoll con tre persone, una contabile, un operaio e un progettista. E si inventa la pompa sincrona («Una rivoluzione», riconosce) meravigliandosi come nessuno ci avesse pensato prima. Tutta la produzione, che presto arriva anche a diecimila piccoli motori al mese, prende dall'inizio la destinazione dell'estero. Solo in seguito Marioni allarga le vendite al mercato italiano, contribuendo a trasformare l'acquario in una passione non più limitata a poche persone. E l'Askoll arriva ad un centinaio di dipendenti. Nel 1986 la seconda svolta. Perché, si chiede Marioni, non utilizziamo le stesse pompe di scarico anche nelle lavatrici e lavastoviglie? Detto e fatto. E si ripete la stessa cosa avvenuta con gli acquari: le vendite si impennano e tutti i maggiori produttori di elettrodomestici diventano suoi clienti, dalla Bosch alla Whirpool, dalla Electrolux alla General Electric, dalla Candy alla Indesit. Solo che Marioni, un patito per l'innovazione, è convinto che un prodotto «debba nascere con tutta la filiera attaccata, cioè dalla progettazione alla vendita». Così sin quasi dall'inizio mette in piedi anche una struttura di ricerca in grado di progettare, testare e realizzare gli impianti che poi devono produrre pompe e motori. Al punto da studiare prototipi anche per conto terzi. E nel 2000 entra nel mondo del riscaldamento domestico realizzando la componentistica che serve a far circolare l’acqua nelle caldaie.
Obiettivo Usa. Oggi il gruppo Askoll ha 500 dipendenti in Italia, una cinquantina in Brasile e altrettanti saranno quelli operativi in Messico, registra un fatturato di 140 milioni di euro, l’80% grazie all’export, dispone di un robusto centro di ricerca, non ha debiti, non ha mai chiuso un bilancio in rosso, possiede 395 brevetti. E cerca di acquisire un’azienda concorrente per industrializzare il prototipo che ha realizzato nel 2003, il motore sincrono per lavatrici. «Un’altra rivoluzione», spiega. Il motore «riduce il rumore del 97% e il consumo energetico del 75% rispetto alle lavatrici con motore tradizionale. E pesa anche un terzo in meno con una elevatissima riduzione del prezzo». Ma c’è un problema: i clienti dovrebbero a loro volta rivoluzionare gli impianti con costi molto alti. Quindi fanno orecchie da mercante o, se vogliamo, i pesci in barile. Marioni, però, non si dà per vinto: ha già cercato di acquisire l’anno scorso un’azienda negli Stati Uniti senza riuscirci, ora ci riprova.
(125.Continua)