I 235 comuni su un display a De Ferrari

Carissimo Lussana, ho appreso dalle tue parole durante l'interessantissimo ed entusiasmante dibattito che si è svolto martedì 6 giugno a palazzo Ducale sull'identità ligure e leggo anche sulle pagine de «il Giornale» che, tale dibattito non è affatto concluso, e che, almeno nelle pagine di tale quotidiano esso proseguirà. Ritengo che questa sia l'unica strada percorribile affinché i liguri riscoprano il loro orgoglio e riprendano la «voglia di darsi da fare». Vorrei proporre una «integrazione» a tale dibattito «allargandolo» con una domanda: esiste una civiltà ligure? Chi come il sottoscritto ha «scelto» di andare a «conoscere-scoprire» tutti i 235 Comuni della Liguria (finora ne ho «scoperti» 138) da Imperia a La Spezia, ha già una risposta: la civiltà ligure esiste ed è proprio presente nelle sue Comunità, nelle sue frazioni, nelle loro «storie», nel «modo di essere dei suoi abitanti», nelle loro specifiche alimentazioni, nelle loro «parlate», ecc.. Di tutti questi 138 Comuni che ho già visitato, ho la relativa documentazione fotografica e credimi, quando, ogni tanto vado a rivedermi le foto, riaffiorano i ricordi dei segni tangibili della civiltà ligure.
Ritengo che la prima cosa che dovremmo fare noi liguri sia proprio quella di andare a conoscere le nostre Comunità, soprattutto quelle più piccole, nascoste nell'entroterra. Questo «turismo interno» andrebbe sempre più pubblicizzato, perché, credimi, non solo è gratificante per chi ci va, ma è anche soprattutto «utile» per queste piccole Comunità che così vedrebbero diminuire il loro «isolamento». Genova è la più popolata delle Comunità liguri (620.000 abitanti) e dovrebbe dare l'esempio, invogliando i suoi abitanti ad andare alla «scoperta» dei suoi piccoli «borghi». Oggi ci sono dei sistemi informativi moderni come i «display luminosi» . La Regione Liguria potrebbe sul tetto del suo palazzo, in piazza De Ferrari, apporre una grande display luminoso nel quale far scorrere le immagini fotografiche dei suoi Comuni (estratti a sorte, una settimana per Comune, 56 Comuni in un anno, in poco più di 4 anni passerebbero tutti i Comuni). Decine di migliaia di genovesi e di turisti vedrebbero tali immagini e sarebbero invogliati ad andare a visitare i relativi siti. Il costo del display, ecc. ... potrebbe essere coperto da eventuale pubblicità da apporre intorno al display.
Ritengo che questa proposta o eventuale sua «variante» (estendibile anche alle altre tre città capoluogo di provincia), che abbia però lo stesso «obiettivo», possa servire a far conoscere meglio agli stessi genovesi e liguri quanto sia bella la Liguria. E ne riscoprirebbero la sua «civiltà».
*Presidente M.I.L.
Movimento Indipendentista Ligure