I binari sono vecchi di secoli

Ho letto lo scritto sul trasporto ferroviario e credo che l'onorevole S. Olivieri abbia considerato in un solo scritto i seguenti tre punti:
1) Trasporto locale passeggeri pendolari (problema locale ed in parte interregionale).
2) Linee ferroviarie esistenti tra la Liguria e la pianura padana (problema interregionale).
3) Terzo valico (problema internazionale).
Credo che su alcuni punti sia sufficiente esaminare la situazione da quando viaggiavamo sui treni centoporte con le panche in legno ed il riscaldamento a vapore ad oggi con treni Taf ma con portiere troppo spesso fuori servizio!
Purtroppo le linee sono sempre le stesse da secoli non più da decenni ed alcuni raddoppi iniziati quando eravamo in tanti con il grembiule delle elementari saranno completati quando saremo bisnonni (rif. raddoppio da Finale Ligure verso ponente).
Quindi il problema dei pendolari richiederà ancora tempo (e relative trattenute di ore ferie per chi timbra il badge al posto del cartellino nella rastrelliera) e senza nuovi binari è inutile illudersi perché anche con la metropolitana di Genova completata fino a Brignole il trasporto ferroviario dei passeggeri non avrà grandi benefici che altre metropolitane italiane danno con stazioni di interscambio FS-metro.
Per quanto riguarda le altre linee che collegano la Liguria con la pianura padana mi sembra che la Pontremolese piano piano sta andando avanti con il raddoppio e con il by-pass della vecchia stazione di Aulla sulla linea la Spezia-Parma; poi c'è la Genova-Ovada che dal momento dell'inaugurazione nel 1907 è sempre stata una linea secondaria ma ora con il Porto di Voltri deve essere potenziata anche se nessun esperto può proporre un raddoppio «in loco» per ovvie ragioni tecniche prima che economiche.
Andando verso ponente ci sono le due linee, anch'esse ex regie ferrovie, un po’ vecchiotte e con pendenze, curve strette etc. etc che consentono un traffico ferroviario con velocità e carichi di un certo tipo per cui gli spedizionieri storcono il naso.
Infine c'è la Ventimiglia (Nizza)-Cuneo che ha avuto una sola sfortuna! Doveva essere rifatta, dopo le distruzioni della guerra, elettrificata a spese della Nato negli anni ’50 ma l'arrivo al potere del generale De Gaulle e l'uscita più politica che militare della Francia dalla Nato sospese questo progetto che dopo molte insistenza da parte della Provincia di Cuneo fu completato nel 1979 a spese delle Fs italiane anche per il tratto che attraversa i territori passati dall'Italia alla Francia con il trattato di pace del 1947 e cioè il tratto che da Vievola passa per Tende, Saorge fino a Breil.
Oggi la ferrovia viene percorsa da soli treni con locomotori diesel, ha pendenze di un certo tipo, curve strette ma se fosse elettrificata potrebbe permettere la circolazione di treni più pesanti mentre così com'è è una linea la cui redditività la rende a rischio chiusura un anno si ed uno no! È una bella linea turistica sia d'inverno per chi va a sciare a Limone Piemonte sia d'estate a chi vuole fare una gita in val Roja ma non è quella linea ausiliaria tra Piemonte e Liguria o meglio tra Italia e Francia che potrebbe essere!
Certo se la Francia la affittasse o la cedesse in comodato alle FS e queste ultime la elettrificassero con lo standard italiano a 3000 volt anche lo scalo merci di Ventimiglia ne avrebbe un vantaggio.
Tuttavia, se tutte le linee secondarie citate sono importanti ma non indispensabili il cuore pulsante del traffico merci resta ancora il nodo dei Giovi o meglio la linea che attualmente utilizzano treni passeggeri e treni merci completata nel 1889 mentre la linea «vecchia» del 1854 ha un utilizzo limitato per ovvie ragioni.
Per questo non si dovrebbe parlare di progetto «Terzo valico» ma di un Giovi 2 visto che il 90% del traffico corre sul Giovi 1bis del 1889 e la «vecchia linea del 1854» fa quello che può, per fortuna dei passeggeri pendolari e di alcuni convogli che possono percorrerla in discesa verso Genova e possiamo chiamarla Giovi 1 solo per ricordare l'opera pubblica (Ferrovia Torino-Genova) portata avanti e completata in soli sette anni e con i mezzi di allora!
3)Terzo valico
Mi sembra che l'onorevole abbia una visione Cis-appennica del problema che invece necessita di una visione trans-appenninica e trans-alpina ed in particolare:
- Gli svizzeri hanno dato impulso alla nuova linea del Gottardo partendo dai seguenti dati:
- popolazione del Baden-Wuttemberg-Alsazia-Voralberg (Austria)-Svizzera-Italia del Nord-ovest: circa 30 milioni di abitanti;
- previsioni di traffico passeggeri: dai 65 milioni di passeggeri/anno a 100 milioni di passeggeri/anno nel 2020;
- previsioni di traffici merci dalle 70 milioni di Tonnellate/anno a 140 milioni di Tonnellate/anno nel 2020.
Sulla base di queste ipotesi nel 1995 partì un grande piano di investimenti nel settore ferroviario pari a 30 miliardi di Franchi Svizzeri nel territorio svizzero; per arrivare al Corridonio Mar Mediterraneo-Mare del nord occorre poi proseguire dalla frontiera svizzera verso Milano e poi verso il porto di Genova preferibilmente con una linea ferroviaria di nuova concezione (pendenze, curve, stazioni di interscambio, scali merci etc.etc) tale da consentire la circolazione a treni merci speciali od a traffico combinato con un «carico massimo di aggancio» dalle 2.000 alle 4.000 ton e con lunghezza massima del convoglio tra i 750 ed i 1500 metri e che viaggino con velocità commerciale adeguata e cioè tra i 120 ed i 160 km/h.
Altrimenti questi treni che attraverseranno le Alpi dovranno essere fermati in uno scalo italiano, divisi come a Reggio Calabria per l'imbarco sui traghetti, reimpostati per poter viaggiare sulla linea dei Giovi ed arrivare al porto di Genova oppure via Ovada a quello di Voltri.
Conclusioni:
se la Svizzera è partita con questo programma ferroviario, se la Francia sta procedendo verso il Frejus possibile che siano tutti dei maniaci di realizzare nuove grandi opere pubbliche? Se la linea dei Giovi e la linea del Frejus hanno più di 150 anni quando il trasporto aveva volumi neanche paragonabili a quelli odierni non si può sostenere che bastano interventi sulla sede attuale perché basta realizzare un plastico ferroviario con un trenino Marklin (oppure Rivarossi e Lima) per rendersene conto!
Poi se in Italia ci sono legioni di esperti nel no a tutto allora non facciamo: ferrovie AV, autostrade, centrali elettriche, inceneritori, etc.etc, ma ricordiamoci un detto dei vecchi napoletani veraci e cioè: «Su chiacchere, tabacco e legno banco di Napoli non fa pegno!», probabilmente il banco di Napoli dei secoli passati non l'ultimo finito male pagato comunque dal solito contribuente.
Infine mi permetto di suggerire all'on. Olivieri di visitare il lavoro della «Alptransit San Gottardo S.A.» prenotando una visita al tunnel a Faido (CH) facilmente raggiungibile in autostrada (A2 Basilea-Chiasso); il centro è aperto tutto l'anno da martedi a domenica e basta prenotare a: info@infocentro.ch tel.0041-91 873 05 51. Sono sicuro che dopo tale visita potrà «revisionare» la sua posizione che oggi non è favorevole perché le previsioni di incremento di traffico non sono fatte da esperti italiani ma da svizzeri che sanno dare valore al soldo e l'investimento deve avere dei ritorni.
E se anche nell'Ulivo c'è chi ha posizioni meno «talebane» di alcuni settori che sostengono sempre e comunque ora il NO ora il NIMBY occorre approfondirne le ragioni e fare un vero dialogo altrimenti si resta al monologo poco produttivo.
Saluti