I blucerchiati nella città dei gemellaggi

Benvenuti nella «capitale» dei gemellaggi. Non poteva essere più fortunata l’urna per i tifosi blucerchiati: un avversario (almeno sulla carta) abbordabile e una città tradizionalmente ospitale. Forse la più accogliente di tutta la Danimarca. Aalborg, infatti, mantiene rapporti culturali ed economici con ben 27 città sparse in tutto il mondo. Da Antibes a Riga, passando per Innsbruck, Lancaster, Edinburgo, Varna, Vilnius e Wismar. La quarta città per popolazione della Danimarca (161.000 abitanti) dopo Copenaghen, Arhus e Odense è la prima per numero di gemellaggi. Ogni quattro anni ad Aalborg si svolgono i giochi della gioventù («Ungdomslegene») con ragazzi provenienti da ogni angolo della terra, persino da Solvang (Usa), una delle 27 «gemelle». O da Haifa (Israele). Insomma, il 4 ottobre, tempo permettendo, i supporters doriani verranno accolti a braccia aperte. Per chi cerca il divertimento, il «Tivoliland» è senz’altro il posto giusto con l’ottovolante e il boomerang di 40 metri. Ma la trasferta nel capoluogo dello Jutland settentrionale non può non iniziare dalla torre panoramica costruita nel 1933 (l’Aalborgtarnet): dalla sua sommità, 105 metri di altezza, si gode di una magnifica vista della città e dei fiordi.
Ai piedi della torre sorge il museo delle arti disegnato dal celebre architetto finlandese Alvar Aalto. Nel centro cittadino si trovano l’antico castello, Aalborghus, e alcune caratteristiche abitazioni risalenti al XVII secolo. Il giardino zoologico è il secondo della Scandinavia e ospita 1600 animali da tutto il mondo. Nella città la via più celebre e conosciuta è la «Jomfru Ane Gade» dove si trovano pub e ristoranti che servono birra danese e altre bevande alcoliche a prezzi molto bassi, si dice i più economici di tutta la Danimarca. Ma attenzione: pare che la birra servita nei locali in realtà sia piuttosto annacquata.
Ad Aalborg si trova anche la «De Danske Spritfabrikker», una gigantesca distilleria che produce 17 diversi tipi di akvavit e snaps, due tipici superalcolici dei paesi nordici. I suoi prodotti sono esportati in 140 paesi del mondo. Per gli amanti della buona forchetta, un consiglio spassionato: non perdetevi le aringhe salate.