I coniugi di Abano: "Lo Stato tenga conto della sentenza"

Massimo Albertin e la moglie Soile Tuuliki Lautsi, di origini finlandesi, sono soddisfatti per la sentenza della Corte di Strasburgo. Ma sperano di non avere ripercussioni negative come avvenne quando sollevarono il caso nel 2002

Padova - Sono soddisfatti per l'esito del ricorso alla Corte europea dei diritti umani. Hanno vinto. La Corte di Strasburgo ha dato loro ragione. Massimo Albertin, allergologo ematologo di Abano Terme (Padova) e la moglie di origine finlandese, Soile Tuuliki Lautsi, segnano un punto a loro favore nella richiesta di far rimuovere i crocefissi nelle aule scolastiche. Oggi, raggiunti telefonicamente nella loro casa di Abano, dichiarano la propria soddisfazione. "Siamo contenti - dice Massimo Albertin - abbiamo vinto. Ma non credo che la sentenza della Corte Europea avrà una conseguenza diretta anche se lo Stato italiano dovrà comunque tenerne conto".

Quei danni morali Albertin aggiunge che "l’unica cosa che mi spetta ora sono i danni morali: ho letto sui giornali che mi spetterebbero cinquemila euro ma capite che non sono certo quei soldi a spingere la nostra battaglia. All’epoca i nostri figli ebbero problemi - ricorda Albertin - furono additati come quelli che andavano contro corrente, venivano trattati con sufficienza. Oggi vanno all’università e tutti si erano dimenticati di questa storia, ora temiamo che certi problemi tornino. Ricevemmo minacce, telefonate anonime, insulti. Speriamo che non si ripeta".

Un caso dal 2002 Una richiesta, quela dei coniugi Albertin, nata nel 2002 quando i due figli della coppia frequentavano l’istituto "Vittorino da Feltre" di Abano, dettata dalla necessità, secondo i genitori, di rispettare tutte le religioni, non solo quella cattolica, ma soprattutto la laicità di quanti frequentano le scuole. Una richiesta avanzata dapprima al consiglio d’istituto che la respinse, poi finita al Tar che, nel marzo 2005, la respinse a sua volta dando ragione al consiglio della scuola.

La Corte costituzionale Nel 2004 si era espressa anche la Corte Costituzionale, sollecitata dal Tar, che aveva dichiarato la propria non idoneità a discutere il caso pur ribadendo la laicità dello Stato italiano. Non se era più parlato fino ad oggi, quando Strasburgo ha detto la sua accogliendo la richiesta dei coniugi di Abano Terme. Massimo Albertin, all’epoca, commentò con amarezza le bocciature della sua richiesta definendo quella del Tar "una sentenza politica e non giuridica".

L'opinione pubblica Il caso sollevò l’opinione pubblica, si fecero anche dei sondaggi per sapere l’orientamento degli italiani sulla questione. Un sondaggio Eurispes del 2006 decretò che l’80,3% degli italiani erano favorevoli all’esposizione del crocefisso a scuola.