I dubbi di Bankitalia sul decreto anti crisi: "Avrà effetti restrittivi sull'economia del Paese"

Il vice direttore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nell'audizione sulla
manovra di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato: "L'aggiustamento dei conti avrà effetti restrittivi sull'economia". Rischio crescita Pil sotto l'1%. Dello stesso avviso anche la Corte dei conti

Roma - "L’attuazione delle misure correttive andrà attentamente monitorata. L’aggiustamento dei conti, necessario per evitare uno scenario ben più grave, avrà inevitabilmente effetti restrittivi sull’economia". Lo ha sottolineato il vice direttore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’audizione sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

Entità della manovra non può essere ridotta "Eventuali cambiamenti nella struttura della manovra dovrebbero andare nella direzione di ridurre il peso degli aumenti delle entrate e accrescere il ruolo delle misure strutturali", ha aggiunto Visco che poi ha ribadito come "l’entità della manovra non può essere ridotta, anche alla luce della sfavorevole evoluzione del quadro macroeconomico internazionale". Tutto questo perché "da molti anni la crescita economica è in Italia inferiore a quella degli altri paesi dell’Unione europea".

Necessaria politica per la crescita Secondo l’esponente di Bankitalia, "la crescita del commercio mondiale difficilmente tornerà nei prossimi anni sugli elevati livelli precedenti la crisi. Rischiamo quindi una fase di stagnazione che rallenterebbe anche la flessione del peso del debito sul Pil. Il riequilibrio dei conti pubblici deve pertanto associarsi a una politica economica volta al rilancio delle prospettive di crescita dell’economia. Visco spiega che il rischio di stagnazione viene dalla crescita del Paese da anni inferiore agli altri paesi Ue, dagli effetti restrittivi della manovra nonché da una crescita del commercio internazionale che resterà fiacca nei prossimi anni.  

Pressione fiscale a livelli record nel 2014 Secondo i calcoli di Visco, "la pressione fiscale salirebbe soprattutto nel 2012 e nel 2013 (rispettivamente di 1,1 e 0,7 punti); nel 2014 si attesterebbe al massimo storico del 44,5%. "Tale livello sarebbe ancora maggiore se gli enti decentrati compensassero, anche solo in parte, la riduzione dei trasferimenti statali con un aumento dell’imposizione a livello locale. Di contro, l’impatto sul prelievo verrebbe mitigato qualora, come indicato dal governo, almeno una parte dell’aggiustamento connesso con l’esercizio della delega fosse realizzato sul lato della spesa".

I consigli di Bankitalia Dopo aver manifestato critiche e dubbi, Bankitalia passa ai suggerimenti sulla manovra. Suggerimenti che si basano sull'abbassamento ulteriore della soglia per l’uso del contante. Le misure vanno nella giusta direzione ma "interventi più incisivi consentirebbero di ridurre il peso dell’aggiustamento sui contribuenti che rispettano le norme". Per il medio termine va favorito un maggiore uso della moneta elettronica per le spese delle famiglie. Vanno poi potenziati strumenti di misurazione induttiva del reddito ("redditometro e spesometro") e gli studi di settore "prevedendo aggiornamenti annuali e sostituendo il riferimento ai ricavi o ai compensi con quello al valore aggiunto". 

La Corte dei conti: rischi depressivi "Il ricorso prevalente alla leva fiscale, quasi ¾ della manovra, e in particolare le modalità d’intervento prescelte determinano la compressione del reddito disponibile e accentuano i rischi di effetti depressivi". Lo ha affermato il presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, nell’audizione in commissione Bilancio al Senato.