«I falsi 007 hanno distribuito solo patacche»

Francesco Kamel

da Roma

«Finora questi signori hanno distribuito patacche di latta». Dalla città francese di Evian dove si trova in trasferta per il G5 dei ministri dell’Interno, Beppe Pisanu ha rotto il silenzio sulla Dssa e sull’indagine della Procura di Genova che nei giorni scorsi ha portato all’arresto dei vertici del Dipartimento di studi strategici antiterrorismo. Lo ha fatto a suo modo, senza troppi giri di parole. «Non sottovalutiamo mai nulla - ha rassicurato il ministro dell’Interno - e non intendiamo lasciare la benché minima ombra di dubbio sulla vicenda».
Quanto al sospetto che appartenenti alle forze dell’ordine possano essere coinvolti nella «polizia parallela» di Gaetano Saya e Riccardo Sindoca, il responsabile del Viminale è stato deciso nel sottolineare che «fin dal primo momento la collaborazione delle forze di polizia è stata totale, incondizionata e scrupolosa». Tanto è vero che non appena tra le pieghe dell’inchiesta sono comparsi dei nominativi di agenti coinvolti nella vicenda, «anche se - ha precisato Pisanu - non si sa ancora a quale titolo», immediatamente sono scattati tutti i provvedimenti amministrativi del caso. «Noi non sottovalutiamo mai nulla - ha assicurato il responsabile del Viminale - se emergeranno delle circostanze più preoccupanti, risponderemo adeguatamente».
Da giorni era attesa una presa di posizione da parte del ministro, soprattutto in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Saya ai giornalisti prima che gli fosse notificata da parte del gip di Genova l’ordinanza aggiuntiva - oltre a quella di custodia cautelare domiciliare - di interdizione a parlare con gli estranei.
«Il Dipartimento di studi strategici antiterrorismo - aveva dichiarato Saya - era conosciuto da tutti: dal Ministero dell’Interno fino alla Presidenza del Consiglio e alla Procura generale. Eravamo in contatto con tutti e scrivevamo a tutti. Come fanno oggi a dire che non ci conoscono?».
Nessun commento, invece, da parte di Pisanu, alle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi da Carlo Taormina, deputato di Forza Italia ed ex sottosegretario all’Interno, secondo il quale gli uomini della Dssa più che finire ai domiciliari avrebbero dovuto «essere ringraziati. La struttura che faceva capo a Saya - aveva affermato il parlamentare azzurro - forniva ai ministeri dell’Interno e della Difesa, al Sismi, al Sisde e alla Digos informazioni attraverso atti formali. Non è credibile, perciò, che fosse estranea alle istituzioni dello Stato e che agisse addirittura contro di esso». Nessun commento, dunque, da parte di Pisanu. Il quale ha però voluto sottolineare che «nella polizia c’è sufficiente discernimento da saper distinguere distributori di patacche da eventuali collaboratori di giustizia che comunque opererebbero soltanto in forza di legge e non certo per ragioni private».