I FANTASMI DELL’UNIONE ALLE ELEZIONI GENOVESI

I candidati alle elezioni comunali e provinciali iniziano a battere il tappeto, muovono i primi passi per il confronto diretto. Ma vi è una diversità radicale tra la coppia dei candidati che presenta l'Unione e quella della Casa delle libertà.
La sinistra è l'insieme delle forze politiche della prima Repubblica, più quelle nate a sinistra nella seconda come Rifondazione Comunista. Si portano dietro tutto un passato, anche glorioso, ma carico di tutte le differenze del Novecento. Sono i vecchi partiti ridotti alla loro memoria. Ciò che unisce e motiva le forze politiche dell'Unione è il loro passato. Sono divise e unite a un tempo dalla storia del Novecento e dal suo dibattito, sicché ritorna ancora la questione della classe come tema fondamentale e la giustificazione politica avviene in termini di legittimazione ideologica, di legittimazione dal passato. E in qualche modo essi costituiscono un partito unico in cui ciascuna forza bilancia quella dell'altra, occupando nello schieramento unitario il posto che corrisponde al suo ruolo nella storia politica. Ciascuna forza legittima l'altra e tutte legittimano l'insieme. Ogni aspetto politico è rappresentato ed è riconosciuto legittimo in quanto accettato dagli altri. Il ruolo determinante nella legittimazione è il Ds perché è la sua visione della storia italiana che gli altri partiti accettano. E questa accettazione costituisce il discrimine tra le forze dell'Unione e quelle che vi si contrappongono. Vi è come una preselezione politica che costituisce il discrimine tra chi viene accettato e chi no. In questo modo tutto è presente nella sua apparenza e niente è presente nella sua sostanza. I Ds di oggi sono la memoria e il fantasma del Pci di ieri; e così i democristiani della Margherita sono il mero riflesso della Dc di ieri. E ciò vale indefinitamente per tutti. Potremmo citare la famosa frase di Marx che tutto si replica nella storia; una volta come dramma l'altra come farsa. Ma questo gioco della memoria diviene l'artificio politico per far vivere tutti i fantasmi come un fantasma unico, che usa dei titoli del passato per occupare il potere del presente. La memoria identifica, ma anche e soprattutto discrimina. Ne viene che il morto afferra il vivo, per citare ancora Marx.
Le grandi memorie del passato divengono i piccoli poteri del presente. I fantasmi sono uno strumento efficace per creare una cosa vivente, non di politica ma di potere. E' per questo che il partito unico si proietta come un'immagine su tutta la società. E la benedizione di qualcuno dei componenti della grande fantasia che si chiama Unione è necessaria per contare ed avere diritti. Lo schema del grande fantasma serve a separare la classe dirigente reale, a costruire una discriminazione di accesso allo spazio pubblico. Proprio perché è una cosa morta, il grande fantasma crea un limite vivente. Limita coloro che non sono benedetti dall'Unione, non permette di avere la parità effettiva con quelli che lo sono.
La politica tace perché nessuno dei partiti che formano l'Unione ha un discorso politico altro dalla tutela della propria clientela elettorale. Non c'è né compromesso né mediazione tra le varie culture politiche; e non ve ne è nemmeno bisogno, (...)