I gestori spingono Telecom

Luca Pace

da Milano

Telecom Italia torna a brillare in Borsa. Peggior titolo dello S&P/Mib nell’ultimo anno e mezzo, il gruppo guidato da Tronchetti Provera ha guadagnato ier il 3% chiudendo a 2,24 euro. E nell’ultima settimana, mentre il principale indice di Piazza Affari lasciava sul terreno lo 0,5%, le azioni ordinarie di Telecom guadagnavano il 2,5%. Si sono comportate anche meglio le risparmio che, in sole cinque sedute, hanno distanziato l’indice del 4,5%.
Per alcuni operatori a rispolverare i titoli sono stati le ottime notizie che arrivavano dal settore europeo delle tlc, riguardanti soprattutto Vodafone e France Telecom. A dare una mano a Telecom Italia ci ha poi pensato un report di Deutsche Bank che pochi giorni fa ha confermato raccomandazione buy, consigliando in particolare i titoli di risparmio. La banca tedesca è convinta che entro il 2007 le azioni di risparmio spariranno perché Telecom lancerà un buy back (riacquisto dei titoli).
Secondo Mauro Vicini, responsabile di Websim, queste buone notizie non bastano, però, a spiegare il movimento di Telecom Italia che promette di salire ancora in Borsa. «Il titolo è uno dei più sottovalutati. Reduce da un anno e mezzo davvero difficile, su cui hanno pesato i timori di un forte taglio delle tariffe, l’arrivo di nuova concorrenza e l’alto debito, Telecom ora quota circa 7 volte l’Ebitda quando anche ottimi titoli come Enel in Borsa vengono valutati 10 volte il margine operativo lordo». Dopo le recenti correzioni dei mercati, adesso gli investitori selezionano con cura gli investimenti premiando i titoli che hanno sottoperformato nell’ultimo periodo.
A parere di un altro operatore a spiegare il movimento di Telecom interviene anche un motivo tecnico. Nelle settimane precedenti caratterizzate da violenti storni molti gestori hanno cercato di bilanciare le perdite dei propri portafogli azionari vendendo i futures sull’indice. «Per un meccanismo prettamente tecnico, vendere l’indice italiano equivale a vendere importanti quote di Telecom Italia perché è uno dei titoli con maggiore peso dello S&P/Mib. Passato il panico la razionalità ha preso il sopravvento e gli investitori hanno il tempo di ribilanciare i portafogli, acquistando Telecom e vendendo invece quei titoli più sopravvalutati», spiega un operatore. In questa direzione andrebbero letti anche i movimenti degli ultimi giorni.
Società di piccola capitalizzazione come Tenaris, Italease, Azimut, Amplifon che hanno sovraperformato nell’ultimo anno adesso soffrono in Borsa. «I gestori che nell’ultimo anno hanno riempito i portafogli di questi titoli ora li vendono per lasciare posto alle blue chip, meno care, con minori rischi e un po’ troppo dimenticate», conclude un gestore.