I giovani Udc: la politica scelga la vita

La politica sia aperta alla vita. È questo l’appello che parte dai giovani dell’Udc di Genova. Un appello che vuole essere rivolto a chi crede ancora nella politica, quale strumento per la realizzazione del bene comune, inteso non come somma dei beni privati e neanche come la realizzazione della volontà maggioritaria, ma come realizzazione della persona nelle sue dimensioni privata e sociale. Saper indicare il percorso da seguire per realizzare il bene comune è compito della politica.
In questi giorni ci scontriamo troppo spesso con una politica che non sa prendere decisioni e quando ha l’iniziativa sbanda clamorosamente.
Il Governo che chiede ai medici di denunciare i clandestini, andando contro la deontologia professionale e soprattutto infischiandosene del sacrosanto diritto alla salute di ogni persona. Ai delinquenti non si negano gli avvocati, possiamo allora toglierli la salute?
Il primato della politica è sopravvanzato da quello della magistratura o dal sentimento della gente, che impongono ai politici di non scegliere per evitare di scontentare il popolo e perdere punti nei sondaggi o viceversa di scegliere secondo logiche popoluste.
Eluana da tempo non è più considerata una persona ma un caso. E non è certo la sua qualità della vita che può definirla persona. È la natura umana, che ci accomuna a lei, che ci fa condividere la sua umanità. Esiste un’importante differenza tra qualità della vita e vita: la prima possiamo ricercarla, la seconda ci è stata donata.
Se qualcuno crede che Eluana non sia più una persona che vive, allora perché bisogna farla morire di fame e di sete per 30 giorni? Perché bisogna somministrarle medicinali che le diminuiscano il dolore? Uccidere una persona è bene comune? Nella storia dell’Europa per qualcuno lo è stato, non per noi.
Oggi più che mai serve il coraggio delle scelte. E questo spetta alla politica!
Ringrazio per l’attenzione