I killer li aspettano sotto casa Fidanzati massacrati a fucilate

Misterioso il movente: lei lavorava in un asilo, lui, dopo un guaio con la giustizia, faceva il carrozziere

da Nuoro

Un agguato senza pietà, come pochi se ne ricordano nel Nuorese: lui l'hanno ucciso subito; lei, centrata dalle fucilate alla testa e a una spalla, è morta in ospedale dopo una notte d’agonia.
Si chiamavano Mario Mulas, carrozziere di 36 anni, e Sara Cherchi, ventottenne appena assunta in un asilo nido, i due fidanzati trucidati mercoledì a tarda sera a Irgoli. Erano appena rientrati da una cena in un agriturismo. I killer hanno atteso la coppia nascosti dietro un casolare di fronte all'abitazione del ragazzo e, avvantaggiati dal fatto che la casa fosse in una zona non trafficata, hanno sparato diverse fucilate a pallettoni che hanno raggiunto i due di spalle. Mulas non ha avuto scampo ed è crollato a terra senza vita, mentre la giovane è rimasta esanime sull'asfalto finché un vicino non ha dato l'allarme. Ricoverata d'urgenza all'ospedale San Francesco di Nuoro in coma irreversibile, Sara è stata tenuta in vita artificialmente: l’elettroencefalogramma era piatto e in serata i medici hanno deciso di staccare la spina.
Sotto choc il paese, che faticosamente stava cercando di riprendersi dopo un lungo periodo ad alta tensione culminato con quattro omicidi negli ultimi cinque anni (dodici dal ’93) e infiniti attentati dinamitardi e atti vandalici di vario genere. Considerando la provincia di Nuoro si tratta dell’undicesimo delitto dall’inizio dell’anno.
L'agguato è scattato quando erano da poco passate le 22. I due ragazzi si trovavano davanti all'abitazione di lui, accanto alla sua officina dove era rimasto fino a sera. I killer hanno aperto il fuoco da una distanza di circa 30 metri con fucili calibro 12, colpendo in pieno la coppia. La strada in quel momento era deserta, quindi hanno agito in tutta tranquillità. Le vittime non hanno avuto scampo, nemmeno il tempo di rendersi conto di cosa stesse accadendo. Dopo l'imboscata gli assassini, forse due, sono fuggiti a piedi senza lasciare traccia.
I carabinieri, dopo diversi interrogatori durati l'intera notte, hanno ricostruito le ultime ore di vita dei due. Lui era appassionato di moto, aveva avuto dei precedenti con la giustizia (nel 1999 fu arrestato per una rapina) ma ormai sembrava fuori dai brutti giri. Anzi aveva intenzione di espandere la propria attività lavorativa. Lei era figlia di un maresciallo dei carabinieri in pensione. Il movente di un duplice omicidio che non rientra certo nei canoni tradizionali dei delitti barbaricini, visto che è stata coinvolta anche una donna, è tutto ancora da definire. Resta privilegiata l’ipotesi dell’omicidio legato a vecchi rancori sfociati in vendetta nei confronti di Mulas, condannato a 3 anni per una rapina nove anni fa alle Poste di Pozzomaggiore (Sassari), anche se è troppo presto perché gli inquirenti scartino altre piste, compresa quella passionale. Quest'ultima spiegherebbe perché i killer abbiano eliminato anche la ragazza.
Non appena la notizia si è diffusa, Irgoli è ripiombato nella paura. Sconvolto il sindaco, Giovanni Porcu: «Si è aperta una ferita gravissima per la nostra comunità. Pareva che recentemente si fosse imboccata una via che portasse al rasserenamento, alla pacificazione del paese. Quanto accaduto ci fa precipitare in una situazione di estremo sconforto. È un fatto che non sappiamo spiegarci. Conoscevo benissimo Sara e Mario - ha detto il primo cittadino - erano due ragazzi assolutamente tranquilli. A Sara ero legato da vincoli parentali e di amicizia. Un'ottima ragazza, impegnata nel gruppo folkloristico. Da poco aveva iniziato a lavorare con i bambini. Anche Mario era un bravo ragazzo. Aveva saldato il suo conto con la giustizia e sicuramente si sarebbero sposati presto».