I «Lupi della Notte» e i timori della Merkel per gli strumenti di propaganda di Putin

La potente associazione di bikers russo-tedeschi preoccupa: niente celebrazioni

dal nostro inviato a Berlino

Nel maggio scorso ad accoglierli al parco berlinese di Treptow, ai piedi del monumento ai caduti sovietici, c'erano centinaia di persone. Simpatizzanti tedeschi, russi ormai da tempo trasferiti in Germania. Loro, i Night Wolves, in russo Nochnye Volki, non erano più di una dozzina. I pochi che erano riusciti a superare i mille ostacoli con cui il governo tedesco e quello polacco avevano cercato di fermare la «Cavalcata della Vittoria», la grande marcia motociclistica di commemorazione della fine della seconda guerra mondiale. A seguirli passo dopo passo polizia e servizi di sicurezza, perché i «Lupi della Notte», il club motociclistico più famoso di Mosca, non è una semplice associazione ricreativa, ma secondo il governo di Berlino, uno strumento della politica di propaganda di Vladimir Putin e un'ulteriore spina nel fianco nei rapporti russo-tedeschi.

A fondare i Night Wolves, nel 1989, è stato Alexander Zostanov, detto il «chirurgo», per gli studi di medicina. Appassionato di musica rock, insofferente della disciplina comunista, Zostanov si trasferisce a Berlino negli anni Ottanta, sposa una tedesca, lavora come buttafuori in un locale alla moda. Poi, con la caduta del comunismo, torna in Russia e fonda un club di appassionati di Harley Davidson. Un po' alla volta l'associazione diventa l'equivalente degli Hell's Angel americani. I bikers russi si trasformano in una piccola potenza economica, fondano una rete di centri di assistenza per le due ruote, una catena di negozi di tatuaggi. La vera ascesa, però, è politica: Putin si fa fotografare ai loro raduni in sella a un'Harley, loro lo contraccambiano sposando la sua causa e trasformandosi nei cantori dei valori nazionali e patriottici. Con la guerra in Crimea il rapporto si salda definitivamente. Molti «lupi» combattono nelle formazioni irregolari che operano nella parte orientale dell'Ucraina. A Sebastopoli l'associazione organizza una manifestazione che si trasforma in un evento: 100mila spettatori sul posto, la diretta dei principali canali televisivi di Mosca per festeggiare la riunione della Crimea con la grande patria russa. Il successo attira l'attenzione delle diplomazie internazionali: Zostanov viene messo sulla lista nera di Europa e Stati Uniti, tra le sanzioni che gli vengono affibbiate c'è il divieto di viaggio in Occidente.

Quando, nella primavera scorsa, i Night Wolves, annunciano di voler celebrare l'anniversario della fine della Seconda guerra mondiale con una parata motociclistica che segua, da Mosca a Berlino, il percorso seguito dall'Armata Rossa, i governi interessati alzano subito il ponte levatoio. Il primo a reagire è il governo polacco. Con una dichiarazione ufficiale bolla la manifestazione come «provocatoria» e nega il passaggio sul suo territorio. Per i tedeschi c'è una ragione d'allarme in più: i Lupi della notte hanno in Germania una solida base di simpatizzanti, non solo tra gli immigrati, e addirittura una sede separata del movimento. Dopo lunghe consultazioni ministeriali il governo di Berlino sospende i visti per tutti gli aderenti al movimento.

Così in maggio la parata diventa una specie di gioco al gatto e al topo. Alcuni bikers vengono arrestati e rimandati in patria dopo essere atterrati all'aeroporto berlinese di Schönefeld, un altro fermato mentre scende da un traghetto in arrivo dalla Finlandia. Un'altra decina vengono bloccati al confine con l'Austria, ma dopo mille tentennamenti la polizia li lascia proseguire: sono solo simpatizzanti, i loro documenti sono regolari, non c'è motivo per trattenerli. Ad accoglierli a Berlino un ospite d'eccezione: il fondatore del movimento di destra Alternative für Deutschland, Lutz Bachmann. La cavalcata alla fine si trasforma in successo reso solenne dai servizi dei canali televisivi russi. Ma è solo l'inizio. Pochi giorni fa i Russlanddeutsche Wölfe, i «Lupi russo-tedeschi», sede a Ludwigsburg, hanno tenuto uno dei loro periodici raduni. Grandi brindisi in onore di Putin, ululati di disapprovazione per la Merkel. La battaglia in terra tedesca è appena iniziata.

Angelo Allegri