I medici: «Ci sono troppe denunce, serve una legge per stabilire le colpe»

Serve un intervento normativo che definisca concretamente la colpa medica e ne determini i limiti oggettivi e soggettivi. È questo l’auspicio emerso ieri a Roma nel corso del simposio «Chirurgia cardiaca e aspetti legali: azione civile e azione penale in caso di errore medico» promosso dalla Sicch in occasione del XXV congresso nazionale in corso a Roma fino a martedì 9 novembre. E ciò per evitare che la situazione di conflittualità che si è creata negli ultimi anni, con una psicologica propensione a risarcire comunque il paziente i suoi familiari, rischia di portare alla paralisi di molte attività mediche e a scaricare sulla comunità i costi di risarcimenti spesso ingiustificati ed eccessivi.
Premesso che nessuna giustificazione è possibile innanzi alle condotte penalmente rilevanti, già perseguibili ai sensi delle norme vigenti, dagli interventi -si legge in una nota- «è emersa la necessità di porre un argine a denuncie e richieste di risarcimento spesso del tutto immotivate. Assistiamo spesso a un’autentica gogna mediatica che si abbatte su medici e strutture le quali, a distanza di anni,vengono nella maggioranza dei casi prosciolte, arrecando enormi danni umani ed economici».
Il paradosso della situazione italiana, è stato ricordato, risiede nella rilevanza costituzionale data al diritto alla salute (art. 32 Cost) cui per altro non fa seguito alcuna disciplina normativa specifica. Con il risultato che sono applicate a queste fattispecie le medesime norme previste per la responsabilità di altre categorie. Occorrerebbe dunque «un intervento legislativo che disciplini questa materia, iniziando ad esempio dalla figura del consenso informato, oggi rimessa nella sua fondamentale valutazione alla sensibilità del singolo giudice».
Un altro suggerimento riguarda il recupero del dialogo e del rapporto medico paziente, oggi messo in crisi proprio da questa eccessiva conflittualità, che ha prodotto l’eccessivo - ed economicamente costoso - ricorso alla medicina difensiva. Un fatto, questo, che produce il paradossale effetto di negare anche il diritto alla salute sanzionato dalla nostra Costituzione. Per far fronte a questa situazione è stato proposto di disciplinare - e informatizzare - i contenuti e l’aggiornamento obbligatorio della cartella clinica; strumento di diagnosi e cura del paziente, da cui spesso originano controversie legali. Poiché in queste azioni di risarcimento in sede civile grande importanza è rimessa ai Ctu nominati dal giudice, è stato auspicato un intervento normativo e organizzativo affinché siano costituiti, aggiornati e suddivisi per branche albi di consulenti tecnici, intervento possibile anche grazie al supporto delle società scientifiche. Il problema della responsabilità medica sconta gli effetti della mancanza di dati certi sul numero di sinistri verificatisi, di denunce presentate ed effettive condanne.