I «miracoli» della pozione segreta

Una cura contro lo stress della vita moderna. Per gli stanchi, ma anche i nervosi e gli esauriti. Per la cura dell'obesità. Indicata nelle malattie dell'apparato digerente e metaboliche. Per la cura dell'ipertensione, del tabagismo. E, ancora, nelle cardiopatie, nelle malattie respiratorie e in quelle renali. Per tutte queste patologie, e altre ancora, la Colonia Arnaldi propone una ricetta che si fonda su tre elementi fondamentali: rieducazione dell'individuo a regole di vita igieniche, dieta adeguata e disintossicazione dell'organismo. Il tutto condito, si potrebbe dire, con la famosa «Pozione Arnaldi». Niente a che fare con un purgante - come viene chiamata la pozione dai suoi detrattori - ma un vero e proprio elisir capace di stimolare cute, reni, fegato e intestino. Un depuratore dell'organismo dalle tossine, insomma. Una ricetta rimasta segreta per quasi un secolo, tanto che negli anni novanta dei ladri sono entrati nel laboratorio della beauty farm cercando di trafugare la formula. L'obbligo di registrazione presso il Ministero della Salute ha permesso però di conoscere gli ingredienti fondamentali della pozione che viene confezionata in almeno due varianti, a seconda della presentazione del prodotto in forma liquida o solida. Gli elementi fondamentali del composto sono piante officinali, per la maggior parte presenti sulle alture del Golfo Paradiso, che combinate tra loro conferiscono al prodotto una efficacia depurativa e lassativa. Si va dalla senna al legno quassio oltre ad aloe, mirto, zenzero bianco, lauro nobile, essenza di bergamotto liquirizia, carbone vegetale e melissa. La strategia terapeutica di Carlo Arnaldi si basa sul concetto di monopatogenesi secondo il quale l'origine di molte malattie è comune. Arnaldi riteneva infatti l'uomo capace di difese naturali contro le malattie causate dai morbi comuni. Questa capacità, però, viene perduta con l'assunzione di sostanze tossiche, con un'alimentazione eccessiva e irregolare e a causa dello stress. «Le malattie esistono non per uccidere l'individuo, ma per salvarlo. Se volete guarire qualunque malattia purificatevi e rigeneratevi» era infatti il motto del farmacista di Uscio. Un motto impresso ancora oggi sul muro dell'edificio che accoglie gli ospiti al loro arrivo.