I nostri prof sono i più poveri d’Europa

da Roma

Quasi la metà della popolazione italiana non possiede un titolo di studio superiore alla licenza media? Normale per un Paese che spende per l’istruzione il 4,4% del Pil rispetto a una media europea che è del 5,1%: a sostenerlo è Massimo Di Menna, segretario della Uil Scuola, che ha commentato il rapporto dell’Istat presentato ieri a Roma. Il sindacalista non ha mostrato sorpresa di fronte al dato Istat che quantifica nel 48,2% della popolazione di età compresa tra i 25 e i 64 anni i cittadini italiani con titolo di studio «fermo» alla licenza di scuola media inferiore. Una percentuale che diventa ancora più amara se si guarda all’Unione Europea, dove la media degli abitanti in possesso solo del titolo di scuola media inferiore è del 30%. Secondo il leader di comparto Uil si tratta di una conseguenza della «bassa spesa per l’istruzione del nostro Paese: è questo il vero problema che conferma con i suoi dati la nostra denuncia». Se poi si considera anche la spesa per l’istruzione in rapporto all’insieme della spesa pubblica, anche in questo caso più bassa rispetto alla media Ocse - continua Di Menna». Bisogna innalzare - conclude il segretario - le retribuzioni degli insegnanti, la vera risorsa professionale del nostro sistema scolastico». Al momento gli stipendi degli insegnanti della scuola italiana sono tra i più bassi d’Europa: un insegnante rimane di poco superiore ai 1.300 euro al mese.