«I Pacs? Sono le coppie che vengono alle vie di fatto»

Se d’un tratto ammattissi, decidendo di entrare in politica, e se con me ammattissero gli italiani, dandomi voti sufficienti a diventare deputato, senatore o Vostro onore (no, Vostro onore non c’entra), sceglierei i miei consiglieri tra i soli bambini. Ho tanto in stima il loro pensiero, che preferirei come guida politica e morale uno scugnizzo napoletano o un moccioso di Milano a un Seneca o un Aristotele (rispettivamente precettori di Nerone e Alessandro Magno). Qui di seguito darò un esempio della profondità (e originalità) del loro pensiero, dell’acume, dell’arguzia, dell’intelligenza. Le frasi riportate sono tratte da raccolte scolastiche di un famoso maestro.
«La Svizzera vende le armi a tutto il mondo per farli scannare, ma lei non fa neanche una guerra piccolissima».
«Io una volta ci sono andato a Napoli. Era pulita. Però forse non ho visto bene».
«Al Nord ci trattano come le bestie. Se uno butta una carta a terra subito dicono che viene da Napoli, senza sapere se viene. Io lo so che viene da Napoli, ma loro che ne sanno?».
«Giuda tradì a Gesù per trenta denari, poi si pentì e li gettò in strada. Se si impiccava a Napoli, quei soldi non rimanevano a terra nemmeno cinque minuti».
«In Spagna è meglio nascere zoccola (grosso topo di fogna nda) che toro».
«Se io fossi stato il padre, al figliol prodigo che tornava a casa solo perché aveva finito i soldi, gli avrei detto: “Vai a fare il figliol prodigo da un’altra parte, che qua nisciuno è fesso”».
«Ai tempi medioevali le donne portavano un lungo cappello in testa a forma di coppetto (a forma conica nda) e una cintura di castità a chiave. Se si apriva quella chiave, le donne medioevali erano uguali a quelle attuali».
«In Arabia si divorzia pochissimo perché essendo che le donne arabe hanno i veli, un uomo sa quello che lascia e non sa quello che trova».
Potrei continuare, e a lungo, ma chi voglia saperne di più acquisti i libri di quel maestro. «Nelle perle dei bambini - ha scritto Cesare Marchi - c’è qualcosa di fatalmente serio, che dovrebbe indurre al rispetto prima ancora che al riso». Nella semplicità e nel candore delle loro espressioni, si celano, spesso, grandi verità, ed è per questo che conoscere il pensiero-bambino sul mondo, equivale ad aprire gli occhi sulla realtà che ci circonda. Alcuni giorni fa, un’indagine promossa dal professor Farnetani, docente dell’università Bicocca di Milano e condotta su un campione di pediatri e infermieri pediatrici, ha rivelato che il 73,5% dei bambini intervistati da quei professionisti, alla domanda «è meglio il matrimonio o la convivenza tra genitori?» ha risposto (e con decisione) «il matrimonio», indipendentemente se esso avvenga con rito religioso o civile.
Il perché la stragrande maggioranza dei bambini preferisca la famiglia «classica» agli Schifiltor moderni (Pacs, coppie omosessuali, e altre varietà biologiche. Schifiltor era un gioco disgustoso degli anni Ottanta) è stato così spiegato dai pediatri coinvolti nel sondaggio: «I piccoli hanno bisogno di sicurezza e di stabilità, che solo le figure materne e paterne posso dare». E inoltre sono attenti osservatori dei fatti di costume, e a modo loro (cioè esprimendosi con linguaggio colorito, e senza peli sulla lingua) sanno giudicare. Tema: Parla dei Pacs. Svolgimento. «I Pacs sono le coppie che vengono alle vie di fatto per causa che non sono sposate. Per me la soluzione sarebbe che andassero a confessarsi dallo stesso prete, e poi si sposassero in chiesa, come fanno tutte le persone normali-civili di questo mondo».
mardorta@libero.it