I penalisti: riforme in ritardo per colpa dell'Anm

Gli avvocati contro il sindacato dei magistrati: "Se siamo ancora lontani
dalla stagione delle riforme più volte annunciata dal governo, la
responsabilità è dell’Associazione nazionale magistrati che ostacola un
rinnovamento organico della giustizia"

Rimini - "Se siamo ancora lontani dalla stagione delle riforme più volte annunciata dal governo, la responsabilità è dell’Associazione nazionale magistrati che ostacola un rinnovamento organico della giustizia". A sostenerlo Vando Scheggia, componente della Giunta dell’Unione camere penali italiane, intervenuto nel dibattito "Riforma del processo penale", nel corso del Salone della Giustizia di Rimini. "Uno dei principali problemi che da anni affliggono il sistema giudiziario - spiega Scheggia - è la sottrazione di ben 255 magistrati all’attività giudiziaria e la loro assegnazione ad altre funzioni amministrative e politiche, alcune delle quali incredibili ed immaginabili. Il fenomeno dei fuori ruolo - continua - è molto grave negli aspetti politici ed ancor prima istituzionali perchè sottrare ingenti risorse all’attività giudiziaria, creando pericolose contiguità ed invadenze con la poltica, rendendo quest’ultima subalterna alla magistratura stessa".

"Gli avvocati penalisti - sottolinea Scheggia - hanno presentato due disegni di legge, uno per arginare il fenomeno dei fuori ruolo, l’altro in tema di separazione delle carriere, rispetto ai quali la politica mostra un atteggiamento di timidezza, riflesso condizionato dell’attività di sbarramento che tutt’oggi l’Associazione nazionale magistrati mette in pratica". "L’Unione camere penali italiane - conclude - si impegna per giungere ad una rivisitazione organica del processo penale, cosa che il disegno di legge sul processo breve di fatto impedisce, contestualmente al raggiungimento dell’obiettivo della separazione delle carriere".