I piccioni volano alle Colombofile

Francesco Guzzardi

L’amore e la passione di Angelo Vignolo, sessantenne genovese, e dei suoi colleghi sparsi in tutto il mondo, hanno reso possibile che un animale, usato in passato come ambasciatore di guerra, non sia andato estinto e grazie a tanta passione e fatica riesce a rimanere ancora «protagonista». Parliamo del piccione viaggiatore: un volatile intelligente, dotato di capacità estrema e abile pure di percorrere 100 km orari a velocità di crociera. Gli appassionati esistono in tutto il mondo, quelli italiani sono riuniti sotto la Federazione Colombofila Italiana, quelli stranieri sotto il CIO. Per mantenere viva questa specie da anni si svolgono in tutto il mondo manifestazioni sportive. Infatti, il volo del «piccione viaggiatore» è considerato sport a tutti gli effetti. Non per nulla nel gennaio 2005 si è svolta in Portogallo (Porto), la ventinovesima edizione delle «Olimpiadi Colombofile» e nel 2007 si svolgeranno in Belgio. Cento nazioni hanno partecipato alla passata manifestazione e l'Italia, anche con il contributo della sezione genovese, ha ben figurato piazzandosi all'ottavo posto della graduatoria finale. Angelo Vignolo è il presidente della sezione genovese, fondata intorno al 1950, nella sua colombaia fissa di Sturla possiede e cura con amore ben duecentoventi esemplari. L'impegno di numerosi appassionati ha fatto si che il volatile, utilizzato come messaggero fino dalle epoche più lontane, continuasse a essere allevato nonostante i progressi nel campo delle comunicazioni. Oggi, naturalmente, i piccioni viaggiatori non rivestono più il ruolo di postini, ma sono protagonisti di uno sport affascinante, praticato in Italia e all'estero. Dal 1902 esiste la Federazione Colombifica Italiana, con sezioni in tutto il territorio nazionale.
Abbiamo incontrato il sessantenne Angelo Vignolo, presidente da sette anni del gruppo genovese, fondato oltre mezzo secolo fa. «Ciascuno di noi, spiega Vignolo, ha la sua colombaia, io posseggo 220 esemplari che accudisco con amore e dedizione, già da bambino questi animali mi appassionavano, col tempo e tanti sacrifici ho realizzato il mio sogno e sono diventato allevatore con la possibilità di iscrivere i miei pennuti campioni alle gare. Questi intelligenti animali necessitano di mille cure e attenzioni, bisogna nutrirli bene, seguirli giorno per giorno, ma in cambio danno immense soddisfazioni».
È stata una selezione di antica data a creare la razza dei viaggiatori, i quali, una volta allontanati da casa, devono provare il forte impulso a tornarvi immediatamente. Qualche secolo fa i proprietari si scambiavano i pennuti perché poi recapitassero velocemente le loro ambasciate, soprattutto in caso di guerre e di assedi alle città. Il sistema si è rivelato utile anche in epoche recenti, per esempio nei due conflitti mondiali. Nel frattempo nasceva la «colombofilia», intesa come sport, più sviluppata in Belgio e Olanda, mentre in Italia il primato di appassionati spetta all'Emilia. Un campione può valere molto, in Belgio qualcuno ha sborsato 100 mila euro per un solo pennuto. Ma Angelo Vignolo precisa: «È una follia, in Italia non siamo a questi eccessi. A volte comunque, se all'asta viene messa una coppia molto costosa, per comprarla ci uniamo in due o tre sezioni».
Non c'è riposo per un allevatore di colombi, continua il presidente Vignolo, «In febbraio si preparano le cellette, per il periodo degli amori che dura fino a giugno. Il maschio si accoppia con la femmina, dopo una settimana circa di corteggiamento. Le uova vengono covate dai due genitori a turno, i piccoli ricevono le iniziali cure dalla madre, quindi possiamo cominciare ad istruirli per le competizioni. Ciascun esemplare, in base alle sue caratteristiche, è destinato ad una determinata disciplina. Non è difficile addestrare i piccioni, ma ci vuole pazienza. Li portiamo, in gabbiette coperte, sempre più lontano dal posto di nascita e, ancora giovanissimi, imparano a ritornare alla colombaia. Da adulti l'istinto sarà ancora più sviluppato e copriranno enormi distanze per rientrare».
Due le categorie di gara: standard e sport. La prima è un concorso di bellezza, i giudici valutano il colore, il piumaggio e la salute dell'esemplare. Nel settore sport invece il piccione affronta sfide di volo, a loro volta suddivise in velocità, mezzo fondo e fondo. Gli animali vengono trasportati sul luogo della competizione con i camion e al segnale sono liberati. Quasi magicamente si alzano in aria, trovano orientamento e si dirigono verso la meta sfruttando le correnti. Nella categoria velocità il piccione percorre tra i 200 e 250 km. Nel mezzo fondo si va dai 330 ai 460 km. Nelle gare di fondo, le più impegnative, il colombo vola per oltre 800 km. Vince ovviamente l'animale che raggiunge la propria casa nel minor tempo. Queste bestiole possono ottenere una media di 100 km orari. Purtroppo non mancano i rischi. Qualche uccello può perdersi perché le antenne di telefonia lo confondono o, peggio, può incappare in un rapace. nazionali e internazionali, esistono persino le olimpiade colombofile.
Angelo Vignolo conclude con un invito ai giovani: «Interessatevi a questo sport, vi assicuriamo divertimento e gratificazioni. Inoltre, essendo il nostro un ente morale, attraverso questa attività miriamo a migliorare le persone e il loro rapporto con la natura».