I Pm: "Caso Unipol, processate Consorte e Sacchetti"

Chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici Unipol
dopo che la Cassazione aveva annullato senza rinvio la
condanna per insider trading pronunciata a Milano

Bologna - I Pm di Bologna Enrico Cieri e Antonello Gustapane hanno chiesto il rinvio a giudizio per gli ex vertici Unipol Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti dopo che la Corte di Cassazione aveva annullato senza rinvio la condanna a sei mesi per insider trading pronunciata a Milano, disponendo la trasmissione degli atti alla Procura del capoluogo emiliano dopo aver accolto la tesi degli avvocati difensori sull’incompetenza della Procura lombarda. I due manager erano stati condannati sia in primo che in secondo grado per la vicenda del riacquisto delle obbligazioni della compagnia assicurativa bolognese del febbraio 2002. Sul procedimento, nato da una informativa della Consob inviata alle Procure di Milano e Brescia a fine 2003, incombe però la prescrizione che dovrebbe maturare nel 2010. Secondo i magistrati bolognesi Consorte, all’epoca presidente e amministratore delegato di Unipol e di Finsoe (principale azionista di Unipol), e Sacchetti, ex vice presidente e amministratore delegato delle stesse società, hanno commesso il reato di "abuso di informazioni privilegiate".

I due manager, secondo la richiesta di rinvio a giudizio dei Pm che hanno identificato la Consob come parte offesa, "in possesso di informazioni privilegiate relativamente all’estinzione del prestito obbligazionario Unipol 2000-2005, 2,25%, e del prestito obbligazionario Unipol 2000-2005, 3,75%, avvalendosi di tali informazioni, di cui il pubblico non disponeva, acquistavano al Mot di Milano, per conto di Unipol spa in tempi diversi e per il tramite dell’intermediario finale Cofimo sim, obbligazioni delle suddette emissioni per un controvalore complessivo pari a euro 48.001.324,57; informazione privilegiata costituita dalla conoscenza, sin dalla fine del 2001 (allorquando venivano approvati gli obiettivi del budget 2002) della decisione, da loro stessi assunta (sebbene poi formalizzata - come d’obbligo - dal Consiglio di amministrazione di Unipol spa), di procedere all’estinzione in via anticipata dei prestiti obbligazionari; informazione di contenuto determinato e concernente strumenti finanziari quotati al Mot; informazione non in possesso del pubblico, che ne veniva a conoscenza solo in data 28.2.2002 (data del comunicato) nonchè idonea, se resa pubblica, ad influenzare il prezzo delle obbligazioni oggetto di riacquisto".