I presidi Cinque in condotta per gli studenti che «okkupano»

Cinque in condotta al liceo Anco Marzio di Ostia per chi tentò di occupare nei giorni scorsi per protestare contro i provvedimenti del governo in materia di istruzione. Stessa minaccia arriva dal preside del liceo scientifico Newton, che sta chiedendo le adesioni a un documento anti-occupazioni ai dirigenti scolastici. L’altro giorno cancelli chiusi con catene al Morgagni di Monteverde per impedire agli studenti di entrare a occupare il liceo. I presidi e i professori stanno mettendo in atto un’offensiva anti-occupazione. Rischiano sanzioni fino al 5 in condotta alcuni studenti del liceo classico Anco Marzio di Ostia per aver tentato di occupare l'istituto giorni fa. L'occupazione, organizzata da una ventina di studenti, era poi fallita perché due professoresse erano entrate a scuola per convincere gli studenti a desistere e per l’intervento dei carabinieri che hanno fatto uscire i ragazzi. Tutto si è svolto, comunque, senza tensioni secondo la vicepreside dell’Anco Marzio, professoressa Margherita Rauccio che conferma l’ipotesi di sanzionare alcuni studenti col 5 in condotta. Al liceo scientifico di Roma Morgagni il preside e i docenti hanno sventato il tentativo di occupazione delle aule bloccando le entrate ai ragazzi e spiazzando gli stessi studenti, che hanno temporaneamente desistito accettando una «tregua momentanea». Secondo alcuni insegnanti si tratta di un metodo che potrebbe servire da esempio anche in altre scuole. Già lunedì scorso i docenti e la preside erano entrati all’alba nell’istituto sbarrando i cancelli per evitare i propositi di occupazione, appresi attraverso gli appuntamenti che gli studenti si erano dati su Facebook. Martedì i liceali del Morgagni hanno aderito al corteo nella Capitale, ma il giorno dopo si è ripresentata la stessa situazione: entrate «sotto chiave», lucchetti alle porte fin dall'alba e studenti fuori. Un metodo che per ora sembra aver dato ragione ai prof, almeno sulla sua efficacia.