I prof contro Fioroni: «I bimbi sanno le tabelline molto meglio di lui»

Il Comitato qualità dell’istruzione: «Il ministro vuol rilanciare insegnamenti che esistono già oggi»

Con le tabelline del ministro Fioroni i conti non tornano mai. Il responsabile della Pubblica istruzione dice di voler «rifondare i pilastri didattici della nostra tradizione». E fa un esempio per tutti: «I bambini non sanno far di conto, bisogna correre ai ripari». Invece nelle elementari l’aritmetica gode di buona salute. «È una delle discipline su cui i bambini si mostrano più recettivi, garantendo standard di apprendimento tutt’altro che critici», spiega il professore di matematica Antonino Leanza, uno dei decani del Cnandsi, l’associazione che da 40 anni si batte per il miglioramento della qualità nella scuola italiana.
«La verità è che il ministro Fioroni è un medico, di scuola sa poco o nulla - spiega Rita Calderini, storica fondatrice del Cnadsi -. Anche questa storia delle tabelline dimostra come l’attuale ministro non abbia il polso delle vere emergenze che affliggono il mondo della pubblica istruzione». La professoressa Calderini non è tenera neppure con l’ex ministro Letizia Moratti: «La sua divisione in "bienni" ha certamente peggiorato le cose».
Da parte sua l’attuale sindaco di Milano, interpellata dal Giornale sulla validità della sua riforma e sulla «controriforma» di Fioroni, si limita a rispondere: «Non sono più il ministro dell’Istruzione, quindi quelli della scuola sono problemi che non mi riguardano più... ».
Ma torniamo alle tabelline di Fioroni che, secondo il ministro, dovranno essere insegnate «di più e meglio» anche grazie alle indicazioni provenienti dagli esperti di viale Trastevere.
In realtà in moltissime scuole primarie sono già stati adottati moduli e strumenti per rendere più interessanti le moltiplicazioni. Un esempio? Libri di testo «alternativi» come quello di Camillo Bortolato, «Imparare le tabelline» (ed. Erikson). Il volume propone una serie di schede che si basano sulla memoria visiva e sull'apprendimento associativo, anche mediante il ricorso a immagini «gancio», in grado di suggerire la risposta attraverso un accostamento associativo tra la forma dell'oggetto e la forma del numero: «È più facile imparare le tabelline in poco tempo, con un apprendimento associativo, che in tanto tempo mediante ripetizione meccanica», spiega l’autore.
Ma contro Fioroni che dà i numeri sulle tabelline si scaglia anche il presidente dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia, Benedetto Della Vedova: «È ridicolo che Fioroni si stia costruendo un monumento da salvatore della scuola e in particolare della grammatica e della matematica. I limiti nell’insegnamento e nell’apprendimento di tali discipline non derivano da una scelta politica, ma dall’inefficienza burocratica di una scuola gestita dal sindacato e dalla sinistra come una riserva di voti e di consensi, protetta dal regime di monopolio e affrancata da ogni obbligo di trasparenza e di efficienza».
Lo scandalo del professore dell’Itc Moreschi di Milano assente da scuola 72 giorni lavorativi su 100 docet.