I prof umiliati difendono i bulli e Fioroni se la prede coi reality

I docenti presi di mira nei video sul web: «I ragazzi stavano solo scherzando». Il ministro: «Fatevi rispettare di più»

Nino Materi

Non è vero che «episodi così» sono sempre accaduti. Le immagini di professori umiliati dai loro studenti sono una vergogna di oggi. Ed è ancora più assurdo che i docenti vittime di questa «moda» tendano a ridimensionare il fenomeno. Prendete, ad esempio, il docente di Italiano dell’istituto agrario «Kennedy» di Monselice (Padova) al quale i suoi alunni sono arrivati addirittura a «impacchettare» la testa in un foglio di giornale: uno dei video della vergogna più cliccati sul web. La scena choc si conclude con il professore che si limita a dire: «Allora, la smettete?».
Un atteggiamento incredibilmente soft che il docente veneto conferma anche ora che il «film» è diventato di dominio pubblico: «Si è trattato di uno scherzo di cui non avevo più memoria...». Dello stesso tenore le dichiarazioni del suo collega al quale uno studente ha quasi ribaltato addosso la cattedra; idem per il docente a cui un allievo punta una pistola (giocattolo, si spera) alla tempia e del professore di educazione fisica al quale un alunno abbassa il pantalone della tuta: scene impietosamente immortalate dai telefonini e da qui inserite in rete alla stregua di trofei scolastici. «Goliardia», eccola la parola giustificazionista più usata dai professori entrati nel mirino dei bulli, ai quali i docenti vessati non solo non rifilano due bei calci nel sedere (rischiando però così di passare dalla parte del torto e magari di venire linciati da genitori e mass media) ma nei cui confronti riservano parole fin troppo comprensive: «Si tratta di ragazzi vivaci che vanno recuperati...». Con qualche ceffone? Guai a usare le mani: queste possono alzarle solo gli studenti sui professori. Un andazzo buonista a senso unico verso il quale i vertici della Pubblica istruzione cominciano a nutrire qualche riserva. I video choc di questi giorni in cui si vedono dei professori in balìa di studenti bulli hanno infatti impressionato il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni. «Pur nel rispetto dell’autonomia dei singoli istituti - spiegano al dicastero di viale Trastevere - stiamo lavorando a una circolare interna che inviti il corpo docente a non tollerare nessun episodio di prevaricazione o violenza».
Intanto il provveditore di Padova (sotto la cui «giurisdizione» rientra l’istituto di Monselice, quello del professore con la «testa avvolta nel giornale» dai suoi ragazzi) ha proibito l’uso dei telefonini nelle scuole, mentre il preside del liceo scientifico «Paolo Giovio» di Como dove un’altra docente è stata filmata mentre veniva dileggiata dalla scolaresca, ha deciso di sospendere tutta la classe. Insegnanti offesi e umiliati in modo talmente plateale da non trovare la forza neppure di reagire.
«Bullo e bullismo - ha detto ieri il ministro Fioroni - sono termini che non coincidono con le esperienze che abbiamo di fronte. Si tratta di fenomeni più gravi e più seri.
«Siamo in presenza di una trasformazione mai avvenuta prima: i fatti sono gravi non solo per averli compiuti ma per averli documentati e trasmessi. Tutto ciò - ha affermato il ministro - richiede azioni immediate».
Sul banco degli imputati Fioroni mette i modelli che i ragazzi hanno di fronte e anche i tanti reality proposti dalla tv «in cui si diventa protagonisti per come si appare».
«Questo fenomeno - ha detto Fioroni - concorre senz'altro ad aggravare la situazione. Serve una regolamentazione, anche di Internet e dei videogiochi. Ma non solo. Va avviata una collaborazione tra il servizio pubblico radiotelevisivo e la scuola perché, è inutile negarlo, la tv troppo spesso svolge un ruolo di baby sitter, influenza i comportamenti, sottopone i giovani a immagini di violenza a cui rischiano di assuefarsi».
Insomma, anche qui «colpa della tv»: una facile giustificazione buona per ogni problema.