I ragazzi delle scuole vanno a caccia delle proprie radici

Genova non è una città facile da capire, e più che essere spiegata deve essere vissuta e scoperta in prima persona.
È proprio da questa volontà di comunicare che nasce «Genova Scoprendo», un nuovo ed innovativo progetto formativo per trasmettere ai più giovani la conoscenza del territorio e del grande patrimonio storico, artistico e industriale di una città dal passato tanto illustre quanto spesso poco valorizzato e dimenticato.
Promossa dalla Fondazione Edoardo Garrone, l'iniziativa si rivolge a oltre 250 ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Genova, dieci classi che verranno coinvolte in un viaggio alla scoperta delle proprie radici, tra attività in aula e esperienza sul campo con visite ai luoghi simbolo, a metà tra passato e futuro.
Il metodo educativo utilizzato è quello della peer education, l'educazione fra pari: dieci allievi dell'Accademia Ligustica di Belle Arti illustreranno agli studenti coinvolti la storia e l'architettura della propria città, seguendoli come tutor e accompagnandoli nelle visite in uno scambio reciproco di esperienze.
«È un modello attivo, dove insegnante ed allievo sono sulla stessa lunghezza d'onda ed imparano reciprocamente, in questo modo vogliamo sviluppare la curiosità nei ragazzi e prepararli alle esigenze moderne di competitività» ha spiegato la coordinatrice didattica Alessandra Gentile.
Il programma, completamente gratuito, è realizzato in collaborazione con la Direzione Scolastica Regionale e risponde all'idea ed ai contenuti della riforma Gelmini, come racconta Annamaria Dominici, Direttore Generale per la Liguria: «È un progetto caratterizzato dal processo ricerca-azione, un approccio centrato sulla didattica laboratoriale e per competenze. Far conoscere ai ragazzi genovesi le proprie origini permette che si guadagnino il proprio diritto alla cittadinanza, significa arricchire i loro orizzonti culturali e innalzare l'offerta formativa delle scuole genovesi, aumentandone le competenze e la flessibilità».
Un approccio nuovo e alternativo, riassunto bene dall'idea di far visitare Genova partendo dal mare, storicamente la via di accesso principale, traendone una prospettiva differente per comprendere così le evoluzioni architettoniche, culturali ed industriali della città.
«Vogliamo fornire ai giovani una diversa chiave di lettura della realtà del proprio territorio, con l'obbiettivo di rafforzare il loro senso di appartenenza e di identità» ha commentato Paolo Corradi, Segretario Generale della Fondazione. «C'è poca conoscenza delle realtà industriali di Genova, delle peculiarità del suo porto e del suo primato nell'hi-tech. Porteremo quindi i ragazzi a scoprire ed entrare in contatto diretto queste eccellenze, facendo conoscere loro non solo il passato ma anche cosa si muove verso il futuro».