I reati dei romeni: in Italia 10 volte di più che nel loro Paese

Disciplinati a casa loro, attratti dal crimine in «trasferta». Il confronto tra i dati del Viminale e quelli della polizia romena parla chiaro. I romeni in Italia violano la legge dieci volte di più che nel loro Paese. I 342.500 romeni residenti nel Belpaese hanno commesso 32.468 reati nei primi otto mesi del 2007. Numeri da record: circa un reato ogni dieci immigrati romeni. Nella loro nazione, su 21 milioni e 537mila residenti, vengono commessi invece «solo» 208mila reati, l’equivalente di uno ogni 103 cittadini.
Un comportamento tanto rispettoso della legge l’uno quanto propenso a commettere reati il secondo. I romeni sono responsabili infatti del 16% del totale dei reati compiuti da stranieri in Italia, che sono il 35% dei reati in generale: il che significa che 5,71 reati ogni 100 nel nostro Paese sono commessi da romeni.
Se si prendono in considerazione i reati specifici, ecco che il 15,4% degli omicidi commessi dagli extracomunitari in Italia è opera di un romeno. Fatto curioso, in Romania gli omicidi volontari in un anno sono stati solo 453, contro i 1.423 in Italia. E se i romeni in Italia commettono il 16,2% delle violenze sessuali perpetrate da stranieri, nel loro Paese si arriva appena a quota 1013, contro le 4629 dell’Italia. E va anche ricordato che gli immigrati romeni in Italia sono responsabili del 19,3% degli scippi, del 29,8% dei furti d’auto, del 19,8% delle rapine in casa, del 15% delle estorsioni. Perché? Cosa trasforma i romeni quando varcano la frontiera? Secondo Cornel Toma, capo dell’ufficio milanese del quotidiano romeno Adevarul, il fatto che «in Romania, a differenza che in Italia, c’è la certezza della pena. I primi a esserne a conoscenza sono gli stessi rom che entrano in Italia, senza nessun controllo dei flussi: sanno che una volta arrivati qui possono fare quello che vogliono e se ne approfittano».