I segreti delle mille canzoni più belle

Un libro raccoglie aneddoti e curiosità sui brani celebri dagli anni
’50 ad oggi. La Bardot bloccò «Je t’aime»: l’aveva cantata con l’amante
Gainsbourg. I Pink Floyd in «The wall» sfruttarono un coro di bimbi che
poi li portò in tribunale

Chi sapeva che l’inno pro-reduci del Vietnam di Bruce Springsteen Born in the Usa fu il brano preferito da Ronald Reagan, che in un celebre discorso lo definì «il simbolo dei miei valori»? E che Beautiful day degli U2 è stato il tormentone della campagna elettorale di Obama? Chi immaginava che il leggiadro incontro tra flauti e chitarre elettriche di Stairway to Heaven (Scala per il Paradiso) dei Led Zeppelin sarebbe stato portato davanti al Comitato per la Protezione dei Consumatori per presunti messaggi satanici nel testo? E che i discografici di Mina snobbarono La partita di pallone, finita nelle mani dell’illustre sconosciuta Cocky Mazzetti prima di lanciare miss Rita Pavone? Una valanga di curiosità e aneddoti inediti sono pronti a travolgervi nelle pagine del libro di Ezio Guaitamacchi (con prefazione di Renzo Arbore e Zucchero) 1000 canzoni che ci hanno cambiato la vita, indispensabile vademecum per neofiti ma al tempo stesso puntuale analisi critica del rock e dintorni dagli anni ’50 a oggi. L’inclita e il colto potranno cogliere le similitudini tra Light my Fire dei Doors e My favorite things di John Coltrane; chi alla musica preferisce il costume scoprirà chi sono realmente «la ragazza di Ipanema» (una modella), la «Angie» dei Rolling Stones (la figlia di Keith Richards), la «Roxanne» dei Police (la prostituta del «Cyrano»); chi vuol notizie di cronaca (o gossip)avrà primizie a volontà. Per esempio imparerà che Tutti Frutti nello slang dei neri indicava i gay, e che il testo originale «Tutti frutti ha perso il sedere» sul disco di Little Richard fu trasformato nel prudente «Tutti Frutti è tutto ok».
ELVIS E L’HOTEL

DEI CUORI SPEZZATI
Spesso le canzoni prendono spunto da fatti veri, ma con il trasgressivo re del rock succede esattamente il contrario: i contenuti delle canzoni diventano realtà. Nel ’55 Presley incide Heartbreak Hotel (l’Hotel dei cuori spezzati) prendendo spunto da un articolo di giornale che racconta un suicidio per amore. In piena era r’n’r è il primo brano melodico di Elvis e i discografici temono un fiasco. Risultato? Per la prima volta il re vola in testa alle classifiche pop, r’n’b e country. E poco dopo, vicino alla sua principesca residenza di Memphis nasce e prolifera ancor oggi l’Heartbreak hotel.
BOB DYLAN

E IL PUGILE IN GALERA
Dylan si appassiona alla causa del pugile nero Rubin Carter, condannato senza colpa, per odio razziale, a vent’anni di carcere per triplice omicidio. Dylan si fa mandare da Carter la sua autobiografia e scrive un’appassionata difesa che alimenta un vagone di polemiche. La Columbia lo obbliga a modificare alcuni versi sui testimoni del processo. Il disco Hurricane fu uno dei singoli più venduti di Dylan e contribuì alla liberazione di Carter, che oggi ha due lauree honoris causa in legge e tutela i diritti delle vittime del sistema giudiziario.
GAINSBOURG E LA BARDOT:

LUCI ROSSE MANCATE
Brigitte Bardot era sposata con l’uomo d’affari Gunter Sachs ma si divertiva con l’amante Serge Gainsbourg, che nel 1968 registra con lei un duetto. È Je t’aime (moi non plus) che rimane chiusa in un cassetto per anni per volontà della diva. Poi esce la versione Gainsbourg-Jane Birkin ed è scandalo. I loro audaci sospiri fanno credere ad un amplesso in diretta (leggenda che ancor oggi sopravvive). Come da copione censura radiofonica e milioni di copie vendute. La traduzione italiana, purgata, è di Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer.
DAVID BOWIE

SI FA FREGARE «MY WAY»
Il grande hit di Sinatra My way è la versione americana di Comme d’habitude scritta da Claude François. Paul Anka ne compra i diritti (anche se lo definisce «un disco di merda»), riscrive il testo e, durante una cena in Florida, lo cede al grande Frank. Il resto è storia nota. Pochi sanno però che il primo a riscriverla in inglese fu David Bowie, che voleva pubblicarla nel ’68. Fu bloccato dagli editori francesi (la cover non piaceva) e si consolò usando la stessa sequenza di accordi in Life on Mars scrivendo nelle note del disco: «Ispirata da Frankie».
GLI EFFETTI SPECIALI

LANCIANO GLI STONES
Keith Richards è in una camera del Fort Harrison hotel, Florida, un po’ «fatto» e molto insonne. Strimpella alla chitarra un motivo mentre nella testa gli frulla la frase «I can’t get no satisfaction». È una semplice sequenza di note, che assomiglia molto, troppo, al successo soul di Martha & the Vandellas Dancing in the Street. Poi, provvidenziale, la Gibson (casa-regina delle chitarre) spedisce in prova ai Rolling Stones un «magico scatolino» chiamato Fuzz Box che produce un suono distorto mai sentito prima. Così con un nuovo testo in cinque giorni nasce Satisfaction: «Il pezzo che ci ha fatto diventare i Rolling Stones», ha detto Jagger.
KIM CARNES FA LA STAR

MENTRE LENNON MUORE
I film ispirano spesso le canzoni. Jackie De Shannon scrisse e incise a metà anni ’70 un brano dal titolo «Gli occhi di Bette Davis» dopo esser stato folgorato dal film Perdutamente tua. Qualche anno dopo Bette Davis Eyes, riarrangiata con sintetizzatori e batteria elettronica, diventa la chiave per lanciare la bella Kim Carnes e far ballare mezzo mondo. Il pezzo fu inciso a Hollywood l’8 dicembre 1980, notte in cui venne assassinato John Lennon.
MODUGNO

E IL MISTERO DI CHAGALL
Nel blu dipinto di blu (o Volare) accolta con perplessità dal maestro Gorni Kramer, diventa insieme a ’O sole mio la canzone italiana più famosa nel mondo. Come nacque? Mistero e versioni contrastanti. Modugno ha spiegato: «Un mattino mi sveglio e dico a mia moglie: che bella giornata. Lei risponde che sta per piovere. Ma io sono felice, mi metto al piano e comincio a cntare Nel blu dipinto di blu. Poi mi affaccio alla finestra e mi metto a urlare a braccia aperte: voo-laa-ree». la versione del coautore Franco Migliacci è invece intellettuale: «Siamo stati ispirati da un quadro di Chagall».
I PINK FLOYD

NON PAGANO I BIMBI
The Wall, uno degli album più venduti di sempre, contiene il classico Another brick in the wall con in sottofondo il canto di un coro di bambini fortemente voluto da Roger Waters. Un tecnico del suono dei Pink Floyd fu inviato alla Islington Green School di Londra, a pochi passi dallo studio dove la band incideva, per reclutare un gruppo di coristi in erba. Le vocine vengono sovraincise 12 volte per dare l’idea di un grande coro. Alla fine i Pink Floyd salutano i ragazzi con una stretta di mano e, quando gli viene fatta notare la gaffe, donano alla scuola 1.000 sterline e il primo disco d’oro vinto da The Wall. Due anni dopo, patrocinati da un esperto in diritto d’autore, i ragazzi chiederanno di essere pagati per le loro prestazioni e riceveranno 500 sterline a testa.
LA CENSURA

CONTRO I REM
Che successo Loosing my religion, una splendida melodia sul filo del country il cui titolo, secondo il gergo del sud degli States, è una tipica espressione che significa «perdere il controllo» o «perdere fiducia in qualcuno». Niente a che vedere con la religione. Non è quindi il testo, come molti pensano, ma il videoclip «colto», che cita Il vecchio con le grosse ali di García Márquez e le opere di Pierre et Giles e Caravaggio, con forti richiami omosessuali, a provocare la censura televisiva.