I sommelier genovesi difendono il basilico

(...) come ricordato dal suo successore Claudio Burlando, con una tenace campagna mediatica in difesa della peculiarità del nostro prodotto ligure più rappresentativo, alla fine ha vinto lui, ha vinto il pesto. E ha vinto una guerra che si trascinava dal 1998 portandosi a casa, il 5 ottobre 2005, il premio più ambito: il diritto all’utilizzo della Dop per i produttori liguri di basilico che rispettino il disciplinare, sancito sulla Gazzetta Ufficiale che, in parole semplici, sta a significare come solo il basilico coltivato da Sarzana a Ventimiglia, unico in Italia, possa fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta ottenuta dall’Unione Europea.
E quale scenografia migliore, per l’investitura ufficiale della piantina superstar, di Villa Podestà, accerchiata dalle famose serre pràesi, dove ieri i rispettivi presidenti di Regione e Provincia Claudio Burlando e Alessandro Repetto, sono venuti a rendere omaggio al pesto ligure sia verbalmente che papilliferamente, inglobando una dopo l’altra generose forchettate di trofie macinate a quattro ganasce con tangibile soddisfazione. «Questa zona del ponente ligure - ha assicurato Repetto - va e andrà riqualificata secondo la sua peculiarità tipicamente gastronomica», se qui a Villa Podestà, dopo i restauri, si è infatti già insediato un centro per l’impiego, il «Consorzio di tutela del basilico» e un singolare corso per degustatori di pesto (promosso dal re della grappa Luigi Barile) che ha richiamato ben 106 aspiranti sommelier essenze riscuotendo un successo fuori da ogni previsione, la Provincia ha intenzione di ristrutturare anche l’adiacente Villa (gemella) Sauli-Podestà, per tramutarla nel «Parco del Basilico», ricreando un antico paesaggio ligure tipico fatto di orticelli profumati e verdeggianti, e farne teatro di eventi e concerti già a partire dal 2006. «Quest’estate Prà vivrà!» assicura Repetto, con uno slogan in perfetto stile Simona Ventura, che fa sempre tendenza.