Idv, la base in rivolta: "Basta con la dittatura" De Magistris: "Di Pietro? Io sono più giovane"

Primo congresso per l'Idv e scoppia la bagarre. La base attacca l'ex pm denunciando la gestione "dittatoriale e oligarchica del
partito". E si prepara a sostenere la candidatura di
Barbato alla presidenza del partito. De Magistris: "Sto con Di Pietro, ma io ho 20 anni di meno"

Roma - Non si apre sotto i migliori auspici il congresso dell’Idv, ma con una denuncia della Base al "capo" Antonio Di Pietro a cui è chiesto "più trasparenza e maggiore democrazia". Così, a poche ore dall’inizio della due giorni di conclave, i rivoltosi annunciano l’appoggio alla candidatura di Francesco Barbato alla presidenza del partito. "C’è una vulgata che continua a far credere che siamo in competizione - ha subito chiarito Di Pietro - ma se serve per far parlare dell’Idv io e De Magistris facciamo anche questa 'danza di Zorro'".

Polemica intestina al partito Tutto pronto all’Hotel Marriott per l’avvio del primo congresso dell’Italia dei Valori: circa tremila i delegati. Nella hall dell’albergo campeggiano i cartelloni con la scritta "L’alternativa per una nuova Italia", slogan della tre giorni, tra i colori dell’arcobaleno, e ci sono anche alcuni stand. Uno vende copie del Fatto Quotidiano e libri di Gomez o Travaglio come Bavaglio o, ancora, quello di Patrizia D’Addario. Ma la Base, il movimento che riunisce diversi gruppi locali, si prepara a contestare la gestione "dittatoriale e oligarchica del partito". Si tratta di iscritti all’Idv che hanno visto respinta la loro adesione al partito o che sono stati sospesi perché "in contrasto con la linea imposta dall’alto". Democrazia e glasnost, sono allora le parole d’ordine dei rivoltosi che accusano l’ex pm di "dirigere in modo dittatoriale" il partito. "Ma nessuna scissione", assicurano i rappresentanti della Base  presentando una mozione su tre punti: istituzione di una vicepresidenza, primarie prima interne e poi aperte a tutti per scegliere presidente e vicepresidente, elezione del tesoriere del partito da parte dell’assemblea nazionale.

De Magistris: "Niente dualismo" Sfida politica e fedeltà personale: così l’eurodeputato Luigi de Magistris ha rappresentato al congresso dell’Idv il suo rapporto con il leader del partito Antonio Di Pietro. "Non servono dualismi", ha detto commentando le frequenti indiscrezioni sulle differenze politiche e umane che lo separano da Di Pietro. "Quando è circolata la voce che stava per essere arrestato, gli ho telefonato - ha raccontato alla platea dei delegati - e gli ho detto: mi costituisco, così litighiamo pure in galera". Sulla linea politica De Magistris ha invitato il partito a non avere paura, ed ha illustrato una futura collocazione nella quale pur "dialogando con il Pd", l’Idv possa fare "da baricentro fra il Pd e le altre forze del centrosinistra". In questo modo non ci si sposta troppo a sinistra, ha spiegato, perché "il comune riferimento è la Costituzione". Quanto a Di Pietro, De Magistris crede che "debba essere alla guida di un grande percorso politico, per farlo bisogna passare da movimento politico a partito d’azione. Per farlo occorre fare una squadra". Sul futuro però c’è un’ipoteca. "Tra me e Antonio - ha detto scherzando ma non troppo l’ex magistrato - ci sono venti anni di differenza. Per mia fortuna e per tua sfortuna".

Le polemiche di Casini "Dato che spesso Di Pietro parla dell’Udc, spero che oggi non parli troppo di noi perché dovrei amaramente rispondergli citando le sue gesta da magistrato con rapporti speciali con gli imputati, cosa che dovrebbe esimerlo da qualsiasi lezione di moralismo rispetto a gente per bene come noi". Nuova frecciata del leader dell’Udc, nel corso di una conferenza stampa a Milano per l’apertura della campagna elettorale in Lombardia. Oggi l’Idv apre i lavori del proprio congresso "senza la delegazione dell’Udc - sottolinea Casini - perché noi riduciamo al minimo indispensabile i contatti cn l’Idv, nel senso che non vogliamo avere niente a che fare col giustizialismo di Di Pietro e il suo moralismo degli immorali".