Immatricolazioni auto, per Fiat luglio nero: -36% Sotto il 30% del mercato

I dati del ministero: a luglio immatricolate 152.752 autovetture, con una
variazione di -25,97 % rispetto a luglio 2009. Per il Lingotto 44.433 auto, per un
calo del 35,81%. Oltre 600mila posti di lavoro a rischio e meno Iva per lo Stato

Roma - La mancanza degli incentivi alla rottamazione si fa sentire. Crollano del 26% le immatricolazioni di nuove auto a luglio. Il ministero delle Infrastrutture comunica che la motorizzazione ha immatricolato, lo scorso mese, 152.752 autovetture, con una variazione di -25,97 % rispetto a luglio 2009, durante il quale furono immatricolate 206.334 autovetture. Male anche l’usato: sono stati registrati 394.050 trasferimenti di proprietà con una riduzione del 3,26%. Il volume globale delle vendite (546.802 autovetture) ha dunque interessato per il 27,94% auto nuove e per il 72,06 % auto usate.

Fiat in forte calo: -36% Le immatricolazioni di Fiat Group Automobiles in Italia sono in picchiata a luglio: 44.433 unità, per un calo del 35,81% rispetto alle 69.222 registrate a luglio di un anno fa. A giugno il gruppo aveva immatricolato 51.878 vetture, per un calo del 27,48% rispetto a giugno 2009. Nei primi sette mesi dell’anno Fiat ha venduto oltre 404 mila vetture e la quota è stata del 30,7 per cento. L’anno scorso le immatricolazioni erano state 446 mila e la quota del 33,4 per cento.

I marchi del Lingotto Riguardo ai singoli marchi riconducibili alla casa torinese a luglio Fiat ha immatricolato 32.245 unità (-39,53%) rispetto alle 53.320 di luglio 2009, Alfa Romeo 4.967 unità (-4,85% sulle 5.220 di un anno fa) e Lancia 7.221 unità (-32,40% rispetto alle 10.682 di un anno fa). Sui sette mesi il gruppo torinese ha immatricolato 404.495 unità, in calo del 9,44% sullo stesso periodo.

Posti di lavoro a rischio A conti fatti sarebbero a rischio 650 mila contratti e decine di migliaia di posti di lavoro a causa del crollo del mercato dell’auto. Non solo, ma lo Stato dovrà fare i conti anche con un minor gettito Iva per circa 2 miliardi. Lo sottolinea in una nota il direttore generale dell’Unrae, Gianni Filipponi, precisando che "questa caduta ha due conseguenze, entrambe di grande rilievo: innanzitutto si va manifestando in modo preoccupante la progressiva forte difficoltà dei concessionari auto, che in molti casi si trovano costretti a ridurre il personale; in secondo luogo, sta a indicare un minor fatturato di 10 miliardi di euro e, quindi, un minor gettito Iva di circa 2 miliardi di euro per le casse dello Stato, proprio in un momento in cui le difficoltà di reperimento di risorse per i programmi del governo si fanno sentire maggiormente".