Immigrati fanno le valigie, chiudono i battenti le ex Reggiane

Il Sindaco Vecchi (Pd) aveva promesso la pulizia entro 10 giorni ma sono già passati due mesi dalle ordinanze. La Lega non molla: "Abbiamo presentato tre esposti, solo ora l'amministrazione ascolta i cittadini?"

Era il più grande assembramento di immigrati irregolari in Emilia – Romagna, tanto da aggiudicarsi il soprannome “ghetto dei clandestini”. Una città nella città quella delle ex Reggiane di via Agosti, popolata prevalentemente da stranieri senza permesso di soggiorno, che ora non potranno più stare lì: è iniziato lo sgombero dei capannoni fatiscenti, e gli abitanti che vi trovavano rifugio ora dovranno fare le valigie e andarsene.

E’ quanto deciso dal Comune di Reggio Emilia negli ultimi due mesi: quella che un tempo era una fiorente industria di produzione ferroviaria e di proiettili - poi divenuta colosso nazionale nel settore degli aerei da caccia durante il Ventennio fascista – ora sarà ripulita da cima a fondo e riqualificata per fare spazio ad aziende interessate a insediarsi nell’area. Un’operazione già iniziata con i Capannoni 15, 17 e 18 e che ora continuerà con la regia della Società di Trasformazione Urbana Reggiane, una partecipata al 70% in mano all’amministrazione e al 30% di Iren Rinnovabili. L’operazione di bonifica degli immobili dismessi è iniziata da pochi giorni, in netto ritardo rispetto a quanto promesso dal sindaco Luca Vecchi (Partito Democratico): il primo cittadino aveva assicurato, con un’ordinanza del 10 aprile scorso, che la zona sarebbe stata interamente ripulita entro e non oltre 10 giorni. Termine che è stato ampiamente sforato: solo adesso si vedono i primi frutti del lavoro, dopo dieci anni in cui la sinistra locale ha ignorato il problema. “Si dispone di provvedere con la massima urgenza e comunque entro e non oltre il termine di 10 giorni, che decorre dalla data di notifica dell’ordinanza, alla rimozione dei rifiuti nelle aree comprese tra la via Vasco Agosti, il viale del Partigiano e il sedime della rete ferroviaria – scriveva il Sindaco quasi due mesi fa in un comunicato ufficiale - provvedendo immediatamente dopo allo smaltimento e recupero degli stessi, nei modi di legge e tramite operatori opportunamente autorizzati”. Resta comunque una pagina felice per i cittadini del quartiere: finisce finalmente un incubo fatto di illegalità, spaccio e consumo di droga, insicurezza. Nell’area, secondo le stime ufficiali, almeno 100 immigrati con regolare permesso di soggiorno, ai quali si aggiungono centinaia di clandestini, gli “invisibili” di cui non si conosce provenienza e nazionalità.

Una vittoria per la sezione locale della Lega, che da anni denunciava una situazione di degrado inaccettabile: “Abbiamo presentato tre esposti nel corso degli anni – spiega il vicesegretario provinciale del Carroccio Matteo Melato – il 25 gennaio 2014 al corpo forestale dello Stato, il 19 maggio 2014 al nucleo operativo ecologico del Carabinieri di Bologna e il 5 luglio 2016 alla Questura di Reggio Emilia. Il sindaco risponde solo ora alle richieste dei cittadini perché siamo a ridosso delle elezioni. Nell’area si può ancora accedere dai tanti varchi che sono rimasti aperti nonostante la chiusura tanto pubblicizzata: chiunque può entrare nei capannoni. Non c’è solo il problema della bonifica: le ex Reggiane nel corso degli anni sono diventate la base logistica per lo smercio di sostanze stupefacenti e prostituzione. Gli immigrati, spostandosi in tutto il quartiere della stazione, hanno reso invivibile parte della città”.

Commenti
Ritratto di aresfin

aresfin

Lun, 04/06/2018 - 14:33

L'Africa è grande, ci sono spazi immensi pronti ad accogliere questi suoi tanto amati figli.