Immigrati, il Papa:"Non sono solo numeri"Cei: "Ora diritto d'asilo"

Il Papa alle istituzione: "Considerare gli immigrati come uomini e donne che cercano un luogo dove vivere in pace". Napolitano ringrazia il lavoro svolto dalla Chiesa

In occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, il papa Benedetto XVI è tornato a lanciare un netto appello agli Stati affinché non considerino gli immigrati coltanto come numeri: "Sono uomini e donne, bambini, giovani e anziani che cercano un luogo dove vivere in pace". Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha comunque voluto ringraziare la Chiesa e le organizzazioni cattoliche per il lavoro svolto da sempre con gli stranieri: "Accompagnandoli in un’esperienza mai facile, talvolta drammatica, assicurano loro quel supporto materiale e sostegno spirituale che nel passato molti italiani emigrati poterono ricevere all’estero dalle comunità religiose impegnate ad accoglierli nei paesi di destinazione".

Dopo la recita dell’Angelus, il Santo Padre ha ricordato che verso i "nostri fratelli e sorelle rifugiati e migranti dobbiamo essere testimoni autentici del Vangelo vivendo concretamente la solidarietà e la carità cristiana, non solamente con la preghiera ma anche con gli atti". Rivolgendosi in particolar modo ai pellegrini polacchi, Benedetto XVI ha esortato a pregare per "tutti coloro che vivono in terra straniera". Proprio durante l’omelia della messa in occasione della Giornata nazionale del migrante, il vicepresidente della Conferenza episcopale italiana monsignor Gualtiero Bassetti ha fatto notare che in Italia manca "una specifica legge sul diritto di asilo, così come servono misure più efficaci di accoglienza dei rifugiati per motivi politici". Secondo il vescovo di Perugia, infatti, "troppo debole risultano ancora la protezione ed il contrasto delle vittime della prostituzione e della tratta di esseri umani, spesso gestiti da organizzazioni criminali di vari paesi stranieri". Bassetti ha, quindi, evidenziato la "forte discriminazione, dal punto di vista della salute e della maternità, tra stranieri regolari ed irregolari". Tutto questo mentre "per la Chiesa nessuno è escluso, estraneo o lontano, e rispetto alle tante persone che cercano di sfuggire alla miseria, alle persecuzioni ed alla morte, non si può restare insensibili".

Napolitano ha apertamente lodato il ruolo della Chiesa nell'accoglienza agli stranieri. "L’attenzione e il sostegno che a quanti oggi emigrano nel nostro paese - ha spiegato il capo dello Stato - vengono offerti a prescindere dalle appartenenze religiose, non implicano alcuna rinuncia ai valori propri del cristianesimo, ma piuttosto una forte riaffermazione di quei valori universali di solidarietà umana che sono alla base di tutte le grandi religioni e non possono conoscere frontiere né geografiche né etniche". Per la difesa dei diritti non solo lavorativi, ma anche sociali e politici dei migranti, il presidente della Repubblica ha fatto poi notare che "le organizzazioni cattoliche, grazie alla attività dei sacerdoti, degli operatori e dei tanti volontari, hanno profuso un impegno costante che è giusto sottolineare e valorizzare". "Il contributo che esse, insieme ad organizzazioni laiche, forniscono - ha concluso il capo dello Stato - al fine di rimuovere gli ostacoli che si oppongono a un percorso virtuoso di inclusione della popolazione straniera nella società italiana, costituisce una leva indispensabile per sostenere la tenuta e la crescita non solo economiche ma anche civili e sociali del nostro paese: chiunque ne abbia a cuore le sorti non può non apprezzare il grande valore di questa opera meritoria".