Un impero indiano costruito sul legno

Dall’antiquariato ai pavimenti in Teak antico birmano venduti a banche e ricche società petrolifere moscovite: da 5 anni Andrea Dondena fa la spola tra Piacenza e Jodhpur

Luigi Cucchi

Un italiano ha creato un ponte commerciale tra India e Russia. Nobilitando la produzione di poveri Paesi indiani vende legno a ricche società petrolifere moscovite, banche, sedi di rappresentanza.
Andrea Dondena, 45 anni, nato a Sondrio, vive da cinque anni tra Piacenza e Jodhpur. Dopo essersi occupato per 15 anni di antiquariato nell’azienda di famiglia, la British House Antiques (Bha), una delle maggiori aziende importatrici di antiquariato inglese in Italia, si reca nello Stato del Rajasthan da dove esporta mobili e componenti di arredamento mettendo a frutto il suo know-how in campo storico, manageriale e la conoscenza delle più pregiate essenze di legno. Crea una nuova società, affiancando a sé uno degli imprenditori più importanti del Rajasthan, eletto anche rappresentante dei giovani industriali nel 2005. Questa azienda ha oggi oltre 1.200 dipendenti, un ciclo di produzione medio di circa 9mila pezzi mese e si rivolge principalmente al mercato russo e americano. Società canadesi e statunitensi acquistano da Dondena tavoli in Teak prodotti in India per rivenderli poi a migliaia di americani via Internet. Container di tavoli partono ogni settimana da Jodhpur e via nave raggiungono le case degli americani.
Il salto di qualità e la specializzazione sono avvenuti quando Dondena, che da sempre ama il legno, decide di produrre con la Bha, i pavimenti più belli al mondo realizzandoli in legno antico di Teak birmano. Oltre ai tradizionali formati, quali listoni, listoncini e spina francese, vengono prodotti anche pannelli artistici in legno massiccio in varie composizioni, assemblati a secco con antiche tecniche di costruzione manuale, originarie dal settore del mobile e dell’antiquariato, fissati tra loro con chiodi in legno e trattati in superficie con prodotti naturali. Per questo, il parquet in Teak antico Birmano è proposto anche in situazioni di bioedilizia o bioarchitettura.
Per trovare la materia prima viaggia nel Nord dell’India da uno Stato all’altro, poi decide il recupero di vecchie travature, tavolati ed altro materiale frutto della demolizione di vecchi palazzi e strutture coloniali. La più importante raccolta di materiale avviene proprio nella regione indiana del Rajasthan, là dove l’impero Britannico edificò e ristrutturò i più importanti e maestosi palazzi. Le antichi travi vengono attentamente selezionate e trasformate in cassettoni di Teak, composti di quadrati uniti senza l’impiego di colla o viti, solo con l’incastro.
Grande l’abilità necessaria per riuscire a reperire costantemente materie prime idonee alla lavorazione: il Teak antico birmano è un prodotto in fase di esaurimento, e ben presto non sarà più disponibile. Nel Teak antico l’effetto ossidante del tempo rende ancora maggiori e straordinarie le proprie qualità: aumenta la propria stabilità e resistenza meccanica, per il conseguente consolidamento delle fibre e sostanze oleose contenute originariamente e diventa inattaccabile da insetti, parassiti e funghi. I prodotti sono certificati nel loro percorso di trasformazione: con cura e maestria il Teak riacquista il proprio sapore originale e la massima qualità. La qualità del legno antico è documentata con analisi al radiocarbonio 14C, rilasciata dai laboratori Beta Analytic Inc. di Miami (Usa), che ha certificato un’età media (dopo che la pianta è stata tagliata) di oltre due secoli.
Partecipano al progetto anche esperti italiani, tra i quali Massimo Belluzzo, del tribunale di Vicenza. La Bha è l’unica azienda a poter garantire una produzione mensile media di 4.000 metri quadrati ed è diventata fornitore anche in Italia delle più importanti aziende del settore, collabora inoltre con numerosi studi di architettura e sviluppa rapporti commerciali con Paesi europei, dove il Teak antico birmano sta conquistando il mondo degli happy few.