Imprenditori e politici cattolici, uscite dal vostro anonimato

In questi giorni la figura dell’imprenditore e la situazione economica sono stati al centro di due importanti occasioni di confronto. La prima a Santa Margherita grazie ai giovani Confindustria e la seconda a Genova grazie ai giovani Ucid.
I segnali che sono giunti hanno evidenziato una situazione dell’economia Ligure con parametri ancora più negativi di quelli nazionali. Segnali purtroppo confermati dalla relazione Bankitalia. In quest’ottica diventa oltremodo importante che l’imprenditore e il politico cattolico sappiano fare uscire dall’anonimato le loro convinzioni e le loro proposte. Diventare quindi una «presenza» che sappia diventare occasione di riflessione per tutti gli attori della scena economica Ligure.
Presenza così necessaria di fronte a realtà imprenditoriali che da una parte chiedono di essere protetti dalla concorrenza dei Paesi emergenti e dall’altra spostano le loro fabbriche in questi stessi Paesi; di fronte ad una realtà sindacale che invece di affrontare l’improrogabile necessità di adeguare il sistema welfare, interviene solo per «gestire» le quotidiane crisi aziendali; di fronte ad un sistema universitario che produce così pochi laureati in rapporto a quanti ne producono questi famosi paesi emergenti; di fronte ad una classe politica che a furia di cercare compromessi non è più in grado di dare vita a proposte innovative. Una presenza che risvegli la politica del «bene comune».
Politica con cui fu costruita l’Unione Europea agli albori. Politica che fu scordata quando, per raggiungere un compromesso su tutto, si è dato vita ad una Costituzione così lontana dalle radici e dai bisogni del Popolo Europeo.