Incarichi Pdl, verifica su compatibilità dei finiani Urso: "Clima poliziesco, la situazione si aggrava"

Saranno chiamati ai primi di
settembre per valutare la compatibilità tra gli incarichi che
rivestono nel Pdl e l’adesione ai nuovi gruppi di Futuro e libertà. Non è in discussione la permanenza nel Pdl. Urso: "E' una procedura poliziesca che aggrava la situazione"

Roma - Saranno chiamati ai primi di settembre per valutare la compatibilità tra gli incarichi che rivestono nel Pdl e l’adesione ai nuovi gruppi di Futuro e libertà. Il "tridente" di via dell’Umiltà, Ignazio La Russa, Denis Verdini e Sandro Bondi, vuole sentire i parlamentari del Popolo della libertà che svolgono già incarichi operativi a livello locale (per lo più si tratta di coordinatori regionali e provinciali) e nello stesso tempo fanno parte di Fli. "Incompatibilità - sbotta il viceministro Adolfo Urso - è una procedura poliziesca che aggrava la situazione".

La compatibilità degli incarichi In ballo non c’è la loro permanenza nel Popolo della libertà, perché ogni decisione a riguardo è di competenza (da statuto) del collegio nazionale dei probiviri. In questo caso, infatti, si parla degli incarichi di partito, che sono di natura espressamente politica, e spetta ai coordinatori nazionali del Pdl la facoltà di valutare la compatibilità o meno dell’incarico ricevuto con le scelte politica fatte. Spiega Ignazio La Russa, ministro della Difesa e componente del "tridente": "Valuteremo la posizione, in particolare, di quei parlamentari che hanno aderito a Fli e sono coordinatori regionali o provinciali del Pdl. Non parliamo della permanenza nel Pdl, ma della compatibilità di questi incarichi. Siccome si tratta di incarichi politici, per noi sono incompatibili, ma per correttezza sentiremo i parlamentari uno ad uno per valutare il da farsi". Ignazio Abrignani, avvocato del Pdl ed esperto delle questioni statutarie, conferma: "Gli incarichi di natura strettamente politica, ove non elettivi, possono essere revocati a chi per le stesse valutazioni politiche era stato nominato. Normalmente, chi si occupa, anche in via istruttoria, di queste valutazioni è il Comitato di coordinamento del Pdl, formato dai tre coordinatori nazionali".

la replica dei finiani La convocazione non è però piaciuto ai finiani. Che subito accusano apertamente La Russa. "E' una procedura poliziesca e intimidatoria che aggrava il clima politico", ribatte all’Agi il viceministro Adolfo Urso, che nei giorni scorsi si era speso per una "ricomposizione" all’interni del pdl dopo il trauma dell’espulsione di Gianfranco Fini, appellandosi al Pdl perchè annullasse la riunione dei probiviri. "Consiglierei ai convocati - continua Urso nel suo ragionamento - di non presentarsi agli interrogatori". Secondo il capogruppo di Fli Italo Bocchino, invece, "il problema è politico, e riguarda principalmente ed esclusivamente il documento di incompatibilità di Fini con il Pdl". "Bisogna dunque ripartire da quel documento e non procedere all’interrogatorio dei singoli, che è una procedura per noi senza senso - continua Bocchino - si torni a discutere del nodo politico vero, che è l’espulsione del confondatore del Pdl, Gianfranco Fini, dal partito che ha contribuito a costruire".