Incentivi alle scuole che usano l’uniforme

R icordate i grembiuli che si portavano alla scuola elementare? Bianco per le bambine e nero per i maschietti, poi dalla terza classe tutti vestiti in color carta da zucchero. Oggi i fanciulli sono più liberi, ma alcuni istituti, soprattutto quelli collegati a istituzioni religiose, adottano ancora l’uniforme fino alle ultime classi dei licei. Ma le famiglie, tra libri, rette e attività extrascolastiche hanno bisogno di un sostegno.
Come andare incontro alle loro esigenze? Ci ha pensato l’onorevole Pietro Marcazzan, deputato lombardo dell’Udc. Lo scorso 23 gennaio, a un pelo dalla fine della legislatura, ha presentato un progetto di legge intitolato «Incentivi per l’adozione di un abbigliamento scolastico uniforme». Ovviamente, «nel pieno rispetto dell’indipendenza e dell’autonomia scolastiche» si favorisce l’adozione di un decreto del ministero della Pubblica istruzione, d’intesa con le Regioni, per l’erogazione di incentivi ai consigli di istituto che abbiano previsto l’adozione dell’uniforme «per gli alunni e gli studenti frequentanti la scuola dell’obbligo».
L’onere del provvedimento è stimato in 15 milioni di euro annui a partire dal 2008. Al dicastero di via XX Settembre toccherà rimodulare il fondo speciale di parte corrente per trovare le risorse necessarie. D’altronde, come sottolinea Marcazzan, un esperimento condotto a Basilea ha evidenziato che i fanciulli non sono preda del sentimento di omologazione e di frustrazione se vestono tutti uguali. \