Incentivi nelle mani di Letta, vertice sull’auto in Spagna

L’atteso «I-Day», ovvero il giorno del varo (o no) dei nuovi incentivi
all’acquisto di auto, potrebbe essere il 19 febbraio prossimo. È stata
infatti programmata per quella data la riunione del Consiglio dei
ministri che dovrebbe mettere nero su bianco, in un senso o nell’altro,
sul rinnovo dei bonus

L’atteso «I-Day», ovvero il giorno del varo (o no) dei nuovi incentivi all’acquisto di auto, potrebbe essere il 19 febbraio prossimo. È stata infatti programmata per quella data la riunione del Consiglio dei ministri che dovrebbe mettere nero su bianco, in un senso o nell’altro, sul rinnovo dei bonus. La seduta a Palazzo Chigi di questa settimana, anticipata a domani, dovrebbe solo fare il punto sulla questione, soprattutto alla luce della partecipazione di Claudio Scajola al vertice di oggi a San Sebastián, in Spagna, con gli altri ministri europei all’Industria.
Al centro del dibattito ci sarà il tema della mobilità elettrica e l’avvio di un piano d’azione congiunto per favorire questo tipo di alimentazione a emissioni zero. Ma dall’incontro di San Sebastián sono attese indicazioni anche su come i vari Paesi dell’Ue intendono sostenere gli acquisti di auto, fatto salvo che la Germania ha già annunciato la cancellazione dei bonus e che la Spagna, nonostante le difficoltà congiunturali del momento, ha invece deciso di riconfermarli.
La soluzione dell’«atterraggio morbido», di cui tanto si parla anche in Italia, è stata invece adottata dalla Francia: il contributo attuale alla rottamazione di 700 euro sarà ridotto a 500 euro nei prossimi mesi, per poi azzerarsi alla fine dell’anno. La graduale diminuzione dell’entità degli incentivi, come strategia per non far mancare ossigeno al settore da qui a dicembre, è uno dei temi sul tavolo di Palazzo Chigi. Un dossier dettagliato è stato presentato dal vertice di Federaicpa al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. La proposta di uscita graduale dagli aiuti, secondo l’associazione che rappresenta tutti i concessionari d’auto del Paese (400mila addetti, non sempre coperti dagli ammortizzatori sociali) vedrebbe con favore una sorta di uscita dalle agevolazioni in due fasi, distanziate di quattro mesi. Quindi, se per ipotesi si ripartisse con gli incentivi il primo marzo (Federaicpa, ma anche l’Unrae, sarebbero per mantenere in questo primo periodo le stesse modalità del 2009), la fase 2 scatterebbe a luglio e potrebbe contemplare bonus alla rottamazione di 750 euro, la metà di quelli previsti nella fase 1. L’iniziativa presentata dal neopresidente di Federaicpa, Filippo Pavan Bernacchi, accompagnato nell’occasione dal suo predecessore Vincenzo Malagò, al sottosegretario Letta, continua a collegare il contributo alle emissioni di anidride carbonica e prevede, sempre, che gli aiuti siano cumulabili all’acquisto di veicoli alimentati a metano o gpl, ibridi ed elettrici, slegati dalle rottamazioni. «Il governo - spiega Pavan Barnacchi - dovrà anche tener conto dei veicoli commerciali e industriali, settori che faticano a risollevarsi dalla crisi». Per questo, nella sua proposta Federaicpa ribadisce la necessità di estendere a tali comparti i benefici della Tremonti-ter, insieme all’avvio di un tavolo tecnico sulla crisi delle concessionarie con i ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico. Sulle decisioni che il governo di appresta a prendere peseranno, senza dubbio, le posizioni assunte nei giorni scorsi dal gruppo Fiat, il cui amministratore delegato Sergio Marchionne ha chiaramente detto che «degli incentivi il Lingotto può fare a meno», chiedendo invece l’impegno dello Stato «in una seria politica industriale legata all’auto». Ma a tenere banco continuano a essere le polemiche sugli aiuti che la Fiat ha ricevuto in questi anni dallo Stato e il caso Termini Imerese.
Domani, per i 100 anni di Confindustria, Scajola sarà a Torino. Alla stessa cerimonia sarà presente il presidente della Fiat, Luca di Montezemolo. Da come di incroceranno i loro sguardi si capirà se tra Roma e Torino la tensione sale o scende.
PBon