Incidenti, arriva il decalogo antialcol

Dal 23 settembre scatta la campagna di "dissuasione". Le tabelle spiegano quanto si possa bere in relazione al proprio peso e sesso e dovranno essere visibili nei localipena la chiusura da 7 a 30 giorni

Dopo i divieti ecco le raccomandazioni. Appiccicate alle pareti, in bella vista. Ammesso, e non concesso, che si abbia ancora la forza di leggerle. Il vostro umore è ondivago? Provate nausea, sonnolenza, stati di eccitazione? Attenti siete ubriachi o quasi, stando agli esperti avete nel sangue tassi d’alcol che vanno da 0,5 a 0,8 grammi per litro. Quasi coma etilico per chi invece non riesce quasi a respirare, si sente soffocare e gli sembra di morire. Con questi sintomi vuol dire che in corpo circolano almeno, se non di più, 4 grammi di whisky.
Dopo il divieto di servire drink in bar e discoteche dopo le due di notte, scatta ora la campagna di «dissuasione». Sotto forma di tabelle informative che dal 23 di questo mese dovranno essere esposte nei pub e nei locali di intrattenimento. Pena, la chiusura del locale da 7 a 30 giorni.
L’avviso è contenuto nel sito del ministero del Lavoro, salute e solidarietà sociale che pubblica i modelli delle tabelle finalizzate ad «informare i frequentatori dei locali sugli effetti del consumo delle diverse quantità e tipologie di bevande alcoliche, per prevenire i danni alcolcorrelati e in particolare gli incidenti stradali».
Il limite legale del tasso alcolemico per la guida è di 0,5 grammi per litro. Più o meno una birra in lattina. Certo, molto dipende anche dalla stazza del bevitore. «Santo» in virtù del peso.
Il tasso di «ubriachezza» cambia infatti - spiegano le tabelle - a seconda del peso corporeo (45-80 per le donne; 55-90 per gli uomini); e sale ulteriormente se si sorseggia a stomaco vuoto.
L’iniziale sensazione di ebbrezza e riduzione delle inibizioni di controllo si manifesta già con 0,1-0,2 grammi per litro; si passa poi a sensazione di ebbrezza e riduzione delle inibizioni, del controllo e della percezione del rischio verso 0,3-0,4 grammi per litro. Sopra la soglia di 0,9-1,5 c’è alterazione dell’umore, rabbia, tristezza, confusione mentale, disorientamento, poi (1,6-3 g/L) stordimento, aggressività, stato depressivo, apatia, letargia, fino allo stato di incoscienza (3,1-4 g/L). Infine, oltre 4 g/L, meglio chiamare un medico.
Ma le tabelle spiegano anche come si arriva a questi stadi: una donna che ad esempio pesa 45 kg e che ha assunto a stomaco vuoto una birra leggera (0,39% di gradazione alcolica) e un aperitivo alcolico (0,49%) ha un’alcolemia attesa di 0,88. La stessa donna che pesasse 60 chili e che assumesse a stomaco pieno 2 superalcolici navigherebbe più o meno sulla stessa soglia. Anche per gli uomini qualche esempio: peso corporeo 75 kg, ha assunto a stomaco vuoto due birre speciali (0,41%), ha un’alcolemia attesa di 0,82 g/L mentre un uomo che pesa 55 kg ed ha assunto a stomaco vuoto una birra doppio malto (0,71%) e un superalcolico di media gradazione (45 gradi-0,36%) ha un’alcolemia attesa di 1,07 grammi/litro.
Tutto matematico, apparentemente. Eppure la Fipe, associazione dei pubblici esercizi, già contesta il provvedimento «troppo generico e sommario» chiedendone l’immediata sospensione o almeno una proroga di 60 giorni per l’entrata in vigore.
«Per esempio - si legge in una nota - nei casi in cui la birra viene servita alla spina (casistica non riportata sulle tabelle) diventa estremamente difficile fare un rapido calcolo sulla quantità e sulla gradazione alcolica ingerite. Lo stesso dicasi per i cocktail, la cui percentuale di superalcolico è variabile e quindi difficilmente calcolabile dal consumatore».