Industria, crollano i fatturati: a gennaio -19,9%

L'Istat registra la diminuzione più forte dal 1991. I cali più consistenti si registrano nel settore auto (-37,1%), metallurgico (33,3%) e chimico (-29,2%). Ma i dati non tengono conto degli ultimi incentivi per la rottamazione. Scajola minimizza: &quot;Sono dati vecchi&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=339284">Tremonti: &quot;Segnali positivi&quot;
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Roma - A gennaio il fatturato dell’industria italiana è sceso del 19,9% su base annua: si tratta del livello minimo dal 1991. Lo comunica l’Istat. Rispetto a dicembre il calo è stato del 2,1%. La diminuzione tendenziale del fatturato tiene conto degli effetti di calendario: a gennaio i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 22 del gennaio 2008.

I cali più significativi Sempre considerando la base annua di calcolo e la correzione per i giorni lavorativi, i cali più forti si registrano nei settori della fabbricazione dei mezzi di trasporto (-37,1%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (33,3%) e della fabbricazione di prodotti chimici (-29,2%).

Gli ordinativi Forte la contrazione anche per gli ordinativi (-35,8%) su base annua. Mentre il calo dei fatturati è dovuto a un -42,8% sulla componente nazionale e a -52,3% su quella estera, per gli ordinativi la contrazione è stata del 29,3% su base nazionale e -43% su quella estera.

Scajola: "Sono dati vecchi" I dati diffusi questa mattina dall’Istat sono ormai "vecchi" mentre da altri indicatori emerge che da qualche settimana si vede qualche spiraglio di ripresa. Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico Claudio Scajola a margine della presentazione della prossima missione imprenditoriale italiana in Russia. "Non vorrei dire sempre le stesse cose ma questi dati si riferiscono a gennaio, sono vecchi e sono dati che tendenzialmente si ribaltano ogni settimana" ha detto il ministro affermando di avere l’impressione che "il susseguirsi di dati vecchi tende a scoraggiare e a rendere più complessa la gestione della crisi".

"Ci sono indicatori positivi" Di fronte alla crisi economica globale, invece, "bisogna prestare attenzione ogni giorno ai movimenti": ad esempio ci sono indicatori positivi come "il risveglio delle Borse a cui assistiamo da qualche settimana". "Quello che sappiamo è che la crisi finirà e abbiamo monitoraggi su diversi settori che ci fanno dire che c’è qualche spiraglio. L’ho sentito dire anche da Marchionne e - ha concluso il ministro - anche da autorevoli esponenti dell’economia concreta".