Inevitabile la crisi di una banca globale

Confedilizia ha organizzato a Piacenza un Convegno, per così dire, «didascalico»: per insegnare (ai proprietari di casa, soprattutto) a distinguere fra contributi consortili di bonifica che possono essere legittimamente pretesi, e contributi consortili - invece - illegittimamente richiesti (ciò che accade anche sovente).
Citiamo alcuni dei casi che sono stati trattati. Che cosa succede quando un contribuente ricorre alla Commissione tributaria e questa si trova, depositato come prova dei lavori svolti dal Consorzio, un piano di classifica del Consorzio stesso? La Commissione può disapplicarlo, ove ne ravvisi l'illegittimità, in quanto nel piano medesimo non sussistano concrete dimostrazioni del beneficio recato dai lavori di bonifica a quel singolo immobile, il cui valore sia stato conseguentemente incrementato (ha trattato la questione l'avvocato Giacinto Marchesi).
Proprio dei limiti temporali e geografici del beneficio di bonifica si è occupato il professor Alfredo Quarchioni, in quanto è uso dei Consorzi pretendere contributi per lavori svolti in zone distanti ovvero in tempi andati.
I Consorzi di bonifica redigono, al fine di esigere contributi, i prima citati piani di classifica. Questi non sono, però, tavole di bronzo, anche perché i loro indici sono fissati su piani-tipo, che non soltanto non permettono di individuare i benefici per l'incremento di valore dei singoli immobili, ma confondono opere di bonifica previste dalla «legge Serpieri» con altre che tale legge ignora.
Dei rapporti fra contributi e piani di classifica ha parlato il professor Fabio Francario. Un altro ordinario di materie giuridiche, il professor Vittorio Angiolini, si è occupato invece delle pretese consortili (dichiarandole infondate) in tema di contributo per la raccolta di acque meteoriche.
Infine, l'avvocato Pilade Frattini si è soffermato sui caratteri del beneficio di bonifica, troppo spesso trascurati. Per esempio, i vantaggi recati dai canali di bonifica nel caso di convogliamento (per inondazioni o anche per semplici temporali) di acque normalmente raccolte nei condotti fognari, costituiscono benefici indiretti e non già diretti, perché riguardano direttamente il gestore della fognatura e indirettamente il proprietario immobiliare. Il quale, dunque, non è tenuto a pagare alcun contributo sotto tale fattispecie.
*presidente Confedilizia